“Mai più soli” grazie ad Appi

Presentata al Quarticciolo la nuova piattaforma digitale lanciata dalle cooperative sociali di Innovainrete, a sostegno di assistiti e famiglie

Sono quattro anni che Fiorella è in attesa. E più passa il tempo, più non potrà permettersi di aspettare. Ha richiesto l’assistenza domiciliare per sua figlia, ma niente. Non si muove nemmeno una foglia. «Margherita è una ragazza invalida che soffre anche di cardiopatia – racconta a RomaSette -. Dopo la morte di mio marito si è chiusa molto. Non vuole più uscire di casa. Così ho fatto domanda alla circoscrizione, perché ho necessità di una persona che mi aiuti a portarla fuori e ad accompagnarla al centro diurno “Il castagno” (in zona Centocelle, ndr)».

Fiorella è una signora anziana di Roma e da sola non ce la fa. «Ormai riesco a guidare la macchina solo per tratti brevissimi – aggiunge, mentre Margherita, che è seduta a fianco a lei, annuisce -. Poco tempo fa ho avuto anche un ictus. Proprio ieri, essendo ormai pure io invalida, ho richiesto anche per me l’assistenza domiciliare. Ma le liste di attesa sono lunghissime. Manca personale. Probabilmente me la daranno quando ormai sarò “trapassata”», sorride amaramente.

È anche a persone come lei che si rivolge la nuova campagna “Mai più soli”, dalla quale è nata la piattaforma digitale “Appi”. Lanciata dalle cooperative sociali di Innovainrete a sostegno delle persone assistite e delle loro famiglie, è stata presentata ieri pomeriggio, 7 novembre, al Cantiere Infanzia (via Molfetta 30), in zona Quarticciolo. Prende il nome della sigla “App”, che indica le applicazioni digitali, ma vuole richiamare anche l’aggettivo inglese “happy”, cioè “felice”, perché consente una relazione più vicina e positiva tra gli operatori e le persone prese in carico. Si tratta infatti di un nuovo supporto digitale che utilizza l’Intelligenza artificiale per «un’Assistenza Programmata, Personalizzata e Integrata», hanno spiegato i promotori. Aelle il punto, Arca di Noè, Il Brutto Anatroccolo, Cospexa, H-Anno Zero, Idea Prisma 82, Magliana Solidale, Meta, Nuove Risposte, Il Piccolo Principe, Mediterranei, le cooperative che hanno aderito al progetto.

La piattaforma consentirà di essere più vicini e più connessi agli utenti e alle loro famiglie attraverso una videocall che potrà essere avviata da qualsiasi dispositivo e che permetterà un dialogo “diretto” tra operatori e persone assistite. Dopo il termine della prima fase di sperimentazione, sarà possibile gestire a distanza anche appuntamenti, attività, teleconsulti e monitoraggio dei parametri vitali. «Non pensiamo che possa essere la panacea di tutti i mali – ha sottolineato Elisa Paris, presidente di Innovainrete -. Ma è sicuramente un passo in avanti. È un’aggiunta al lavoro che facciamo quotidianamente, non una sostituzione. Vogliamo capire come le nuove tecnologie possano aiutare a migliorare le vite delle persone, mantenendo però sempre al centro le relazioni».

Sull’importanza di uno strumento del genere si è soffermata Antonella D’Asaro, responsabile dell’Integrazione sociosanitaria del distretto VI della Asl Roma 2. La dottoressa ha spiegato che consentirà di raccogliere più dati possibili sulle persone. «Attualmente mancano – ha detto -. Solo avendo qualcosa di concreto in mano, possiamo bussare alle porte delle istituzioni». D’Asaro ha poi ha invitato a «tirare dentro questo lavoro anche i medici di famiglia». La sanità «è a un bivio – ha aggiunto -. O cominciamo a lavorare veramente insieme al terzo settore, oppure siamo destinati a morire».

Le ha fatto eco Anna Vettigli, responsabile Legacoopsociali Lazio, che ha esortato a «invertire il trend» e ha sottolineato un «aumento di disaffezione nella società, riscontrabile nell’assenza dilagante dei caregiver». Analisi condivise anche da Paolo Zanotti, presidente della Consulta del V municipio, e da Antonio de Cinti, assessore ai servizi sociali del V municipio.

Delle caratteristiche di “Appi”, ha parlato più nello specifico Donato Montibello di Mediterranei. La piattaforma, ha spiegato, compila automaticamente un dettagliato resoconto delle persone, con accesso alle loro informazioni e alla cartella personale, nel rispetto della privacy. Sarà possibile, inoltre, accedere alla documentazione di referti e prescrizioni. Durante le videocall, gli operatori potranno accedere rapidamente alla documentazione dell’assistito, annotare raccomandazioni e prendere appunti direttamente dall’applicazione. Uno dei punti di forza sarà la trascrizione automatica delle conversazioni, che saranno registrate per futuri riferimenti. Infine, la piattaforma è anche predisposta per tradurre la conversazione nel caso in cui l’assistito sia di un’altra nazionalità.

Vincenzo Carbone, docente di sociologia a Roma Tre, ha evidenziato invece i rischi delle nuove tecnologie, che non tutti, soprattutto le persone più anziane, riescono a capire. Per questo motivo, ha detto, «serve investire anche nella formazione». Poi ha messo in guardia dalla «depersonalizzazione delle relazioni, dal problema etico della conservazione e della manipolazione dei dati e dalla riorganizzazione delle pratiche lavorative».

8 novembre 2024