Marta Cartabia, 56 anni, originaria di San Giorgio sul Legnano (Milano), sposata, tre figli, è la prima donna eletta alla guida della Corte costituzionale. Per lei si sono espressi in camera di consiglio 14 giudici su 15; l’unica astensione è quella rappresentata dal suo stesso voto. Rimarrà in carica fino al 13 settembre 2020, quando scadrà il suo mandato di giudice costituzionale. La neopresidente, informano dalla Consulta attraverso una nota, «ha confermato come vicepresidenti i giudici Aldo Carosi e Mario Morelli».

Professore ordinario di Diritto costituzionale, Cartabia è stata nominata dal presidente della Repubblica giudice della Corte costituzionale nel settembre 2011; nel novembre 2014 ne è diventata vice presidente. In seno alla Corte costituzionale, ha redatto 171 decisioni dal 2011 ad oggi. Una carriera accademica, la sua, segnata sin dagli esordi da un’intensa attività di ricerca in ambito costituzionalistico, con uno spiccato respiro europeo e internazionale. Ha insegnato in numerose università italiane ed è stata Visiting Professor in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Dal dicembre 2017 è membro della Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto  – la “Commissione di Venezia” -, organo del Consiglio d’Europa che svolge attività consultiva e di riflessione indipendente intorno ai principi chiave del patrimonio costituzionale europeo: la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto. Dal 2018 è cofondatrice e copresidente dell’Italian Chapter di ICON•S -The International Society of Public Law -, del cui del Society’s Council internazionale è membro dal 2014.

Ancora, Cartabia è membro dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti dal 2000 e ricopre diversi incarichi di responsabilità editoriale in molte riviste a carattere scientifico. Nella sua bibliografia, oltre 230 pubblicazioni in diverse lingue tra libri, capitoli di libri e articoli. I settori privilegiati della sua attività di ricerca: il diritto costituzionale italiano ed europeo, la giustizia costituzionale, la protezione dei diritti fondamentali e il rapporto tra Stato e confessioni religiose.

11 dicembre 2019