Matteo Gigante e il “sogno” degli Internazionali al Foro Italico
Il tennista romano ha conquistato il trofeo del “Tenerife Challenger 2”, conquistando la posizione n.156 al mondo. L’incontro con Novak nel terzo Challenger
Il tennis italiano sta vivendo il suo momento migliore di sempre. Coppa Davis, primo Slam di Sinner in Australia, vittoria di Jasmine Paolini a Dubai. Tre risultati storici, frutto di un movimento che sta viaggiando a vele spiegate e non vuole assolutamente fermarsi. I segnali dal futuro, infatti, sono sempre più incoraggianti e molti provengono da tennisti romani. A partire da Matteo Berrettini, che ha annunciato il suo ritorno in campo a metà marzo, fino ad arrivare alle nuove promesse della racchetta cresciute sui campi della Capitale. Come Matteo Gigante, detto “Giga”, romano di Casal Palocco, talento 2002 plasmato dal maestro Alessandro Galli allo Junior Tennis Palocco. Mancino, grandissima manualità e un rovescio che coniuga bellezza ed efficacia, Matteo domenica 26 novembre ha conquistato il trofeo del “Tenerife Challenger 2” – il secondo torneo organizzato da MEF Tennis Events (ora è in corso il terzo) -, battendo in finale l’amico Stefano Travaglia con il punteggio di 6-2 6-4 sui campi dell’Alabama Tennis Academy.
«È una vittoria che certifica il grande lavoro svolto durante quest’inverno. Non mi aspettavo che i risultati arrivassero così in fretta, ma questo vuol dire che siamo sulla strada giusta», spiega Matteo a RomaSette. Per il romano è il quarto successo a livello Challenger in carriera e il secondo quest’anno, dopo quello a Nonthaburi in Thailandia. Con questa vittoria ha raggiunto la posizione n. 156 del mondo. Una bella iniezione di fiducia per il resto della stagione, iniziata con il piede giusto e all’insegna della continuità. Quella che finora gli è mancata – anche a causa di un grave infortunio al gomito nel 2021 -, ma che ora vuole finalmente trovare per iniziare a calcare il palcoscenico del circuito Atp ed entrare tra i primi 100 giocatori al mondo. Il talento è dalla sua parte.
«Ognuno ha i propri tempi – sottolinea Gigante -. Non mi importa se ci sto mettendo più tempo rispetto ad altri. Ma ormai sento che non mi manca niente. Penso di aver trovato finalmente tutti gli equilibri giusti». Il tutto grazie anche al nuovo coach Marco Gulisano, che per anni è stato nel team di Matteo Berrettini. «Mi sta aiutando moltissimo, stiamo lavorando in particolare sull’atteggiamento in partita e in allenamento, sul dritto, che è il colpo che devo migliorare maggiormente, e sulle scelte tattiche». Oggi Gigante sarà di nuovo in campo a Tenerife per l’esordio nel terzo Challenger spagnolo contro Dennis Novak. «Sarà una partita molto complicata, le ultime volte che ho vinto un torneo ho sempre perso l’incontro successivo. Stavolta scenderò in campo con maggiore convinzione».
Matteo guarda avanti e per questo 2024 ha un sogno: «Giocare gli Internazionali al Foro Italico, e magari un giorno vincerli anche. È un torneo che da romano significa tanto per me». La famiglia è stata fondamentale nel suo percorso. «Ho iniziato a giocare a tennis grazie a mio nonno Romano. Gli devo moltissimo. Un giorno mi portò al circolo mentre stavano giocando i miei cugini. È stato un vero e proprio colpo di fulmine, da quel momento in poi non ho più lasciato la racchetta. I miei genitori mi hanno insegnato poi ad accettare positivamente le sconfitte e ad avere sempre un buon atteggiamento. Una lezione che mi porto dietro fin da piccolo e che sento di dare ai bambini che iniziano a giocare». Anche le amicizie sono un punto fermo, soprattutto quelle con Flavio Cobolli e Giulio Zeppieri. Cobolli, nato a Firenze nel 2002, ma cresciuto da sempre a Roma, dove attualmente si allena, ha iniziato alla grande la stagione: ha raggiunto il terzo turno agli Australian Open e il best ranking di 69 al mondo. Zeppieri è di Latina, ma è nato nella Capitale ed è alla ricerca anche lui della svolta della carriera (attualmente ricopre la posizione n.141). «Ci sentiamo ogni giorno, ci mandiamo meme su Instagram (rid,e n.d.r), ci chiamiamo e ci supportiamo a vicenda», conclude Matteo. Sognate ragazzi, sognate. E con voi sognano Roma e l’Italia.
27 febbraio 2024

