Migranti in Albania: «Tutte negative le richieste d’asilo»

La delegazione del Tavolo asilo e immigrazione ancora sul posto coi parlamentari del Gruppo di contatto. «Le persone senza tutele legali, in spregio al diritto internazionale, europeo e costituzionale»

Porta la data di ieri, 30 gennaio, la nota diffusa dal Tavolo asilo e immigrazione (Tai), al terzo giorno di monitoraggio dei centri italo-albanesi per l’identificazione dei migranti diretti verso il nostro Paese. La delegazione è ancora presente sul posto, insieme ai parlamentari del Gruppo di contatto. «Come ci aspettavamo – annunciano -, gli esiti delle richieste d’asilo sono state tutte negative perché ritenute “manifestamente infondate”. Solo una persona non ha ricevuto il diniego, e sarà ascoltata in procedura ordinaria, poiché è stata riscontrata una vulnerabilità medica».

Le Commissioni, riferiscono, «operano chiaramente in continuità con la manifesta volontà dell’esecutivo di respingere i richiedenti asilo, in spregio al diritto internazionale, europeo e costituzionale. Le persone non hanno potuto farsi assistere da un legale né sono state messe in grado di prepararsi per le audizioni con adeguata informazione legale. Si tratta di decisioni che riguardano la vita dei richiedenti asilo – rimarcano -, di persone che hanno alle spalle storie terribili di violenze e torture e non possono essere prese in poco tempo e senza alcuna possibilità di essere assistiti. Siamo di fronte a una procedura di fatto illegittima per l’assenza delle tutele previste dalla normativa in vigore».

Le associazioni che aderiscono al Tavolo denunciano «ancora una volta questo modello che ha l’unico obiettivo di cancellare il diritto d’asilo e continuare a proporre una immagine negativa e criminalizzante di chi arriva sulle nostre coste». Allo stesso modo, denunciano «il passaggio del tutto arbitrario che ha determinato la scelta di chi far arrivare sulle nostre coste e chi mandare in Albania, dettato da necessità di propaganda che nulla hanno a che fare con l’interesse del Paese e con il diritto e la legislazione vigente».

Al momento le persone, «sottoposte a procedure che negano in radice il diritto alla protezione», avranno 7 giorni per rivolgersi al Tribunale e cercare giustizia, se i giudici della Corte d’appello di Roma convalideranno il fermo e quindi la procedura accelerata, viene spiegato nella nota del Tai. «Come faranno, tuttavia, i richiedenti asilo a nominare un/una avvocato/a di fiducia per fare il ricorso, visto che sono confinati fuori dall’Italia? Anche sotto questo profilo – rimarcano – è eclatante la violazione del diritto di difesa e dunque una violazione della Costituzione. Il garantismo vale solo e sempre per gli stessi. Denunciamo ancora una volta queste palesi illegittimità e la violazione dello stato di diritto da parte del governo».

31 gennaio 2025