«Non ci sono parole ma soprattutto non bastano più le parole. Come non basta la rabbia, l’indignazione, il disgusto». A parlare è don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, dopo che l’ong spagnola Proactiva open arms ha diffuso le foto del recupero in mare di due donne, di cui una salva per miracolo, e un bambino, lasciati morire per il rifiuto di essere riportati nei lager libici, «luoghi di umiliazione e di violenza». Per il sacerdote, «è il segno ulteriore di una barbarie alla quale bisogna opporre azioni concrete».

Commentando le foto del salvataggio della donna rimasta 48 ore in acqua, Ciotti afferma: «Chi si astiene oggi diventa complice. La storia ci insegna che il male vince anche grazie al contributo degli indifferenti e delle nazioni che per bassi interessi di bottega hanno stretto patti con dittature o Paesi senza governi stabili e riconosciuti. Impediamo che quella storia si ripeta». Quindi l’esortazione: «Mobilitiamoci e organizziamo il nostro “no” alla perdita di umanità, alla svendita della democrazia, al naufragio delle coscienze».

18 luglio 2018