Migranti, Sea Watch: «Enac vuole impedirci di testimoniare cosa accade nel Mediterraneo»

L’ong tedesca commenta le ordinanze che impediscono le missioni di monitoraggio degli aerei delle organizzazioni non governative. «Vuol dire rendere cieca la società civile»

«Le ordinanze pubblicate da Enac di “Interdizione all’operatività dei velivoli e delle imbarcazioni delle ong sullo scenario del Mare Mediterraneo centrale” hanno il chiaro scopo di fermare i nostri aerei da ricognizione, ovvero gli unici occhi della società civile nel Mediterraneo. Occhi fondamentali per documentare le quotidiane violazioni dei diritti umani che vi avvengono, comprese quelle perpetrate dalla cosiddetta guardia costiera libica attraverso le motovedette e le risorse generosamente elargite dal governo italiano». Comincia con queste parole il comunicato con cui l’ong tedesca Sea Watch commenta le disposizioni che portano la data del 7 maggio.

Nelle parole dell’organizzazione – che si occupa di intercettare e trarre in salvo migranti nel Mediterraneo centrale -, «fermare gli aerei delle ong vuol dire rendere cieca la società civile e i cittadini italiani ed europei rispetto a quanto avviene nel Mediterraneo come risultato delle politiche migratorie dei loro governi. Un atto vigliacco e cinico di chi usa la criminalizzazione delle ong come strumento di propaganda politica in vista delle imminenti elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo», aggiungono.

Sea Watch assicura: «Non fermeremo le nostre operazioni anche a costo di mettere in pericolo i nostri aerei. Questo attacco che calpesta il diritto internazionale non ci impedirà di continuare a dare fastidio a chi vorrebbe che quanto avviene quotidianamente nel Mediterraneo rimanesse segreto e senza foto e video a documentarlo». Lo conferma il video pubblicato qualche ora dopo la diffusione della nota su X, in cui l’aereo da ricognizione “Sea bird” parte da Lampedusa per una missione di monitoraggio di un’imbarcazione proveniente dalla Libia. «Il nostro equipaggio – affermano – ha diffuso l’allerta ai mercantili nella zona, ricordandogli il dovere di prestare assistenza a chi ne ha bisogno».

9 maggio 2024