Migrazioni, preoccupazione del Centro Astalli per il vertice Ue
Padre Camillo Ripamonti: «Davanti a crisi umanitarie senza precedenti in Medio Oriente e in Africa l’Europa vuole solo chiudere le frontiere»
Padre Camillo Ripamonti: «Davanti a crisi umanitarie senza precedenti in Medio Oriente e in Africa l’Europa vuole solo chiudere le frontiere e bloccare gli accessi»
«Profonda indignazione e seria preoccupazione sull’esito del vertice europeo» per «politiche migratorie in aperta violazione di trattati e convenzioni internazionali sull’asilo e sui diritti umani». A esprirmerli, in una nota diffusa ieri, 15 dicembre, il Centro Astalli. «Davanti a crisi umanitarie senza precedenti in Medio Oriente e in Africa – dichiara il presidente padre Camillo Ripamonti -, l’Europa vuole solo chiudere le frontiere e bloccare gli accessi dei migranti, senza distinzione alcuna a prescindere dalla tipologia di flussi e considerando tutte le migrazioni illegali».
Il Centro Astalli denuncia una «assenza totale di interventi umanitari o previsione di canali legali d’ingresso da parte dell’Ue», pure davanti a situazioni gravissime nei Paesi di transito come Turchia e Libia. «La strategia che continuano a mettere in atto, comunicandola paradossalmente come buona prassi – evidenzia -, ripropone modalità e finalità del vergognoso accordo con la Turchia che ha come unico obiettivo di bloccare i siriani in fuga dalla guerra anche a scapito della loro incolumità».
Si continua «pericolosamente» ad associare, è la conclusione di padre Ripamonti, «cooperazione internazionale a respingimenti e rimpatri di migranti. Rimuovere le cause che generano le migrazioni non vuol dire impedire l’accesso a chi cerca protezione in Europa, ma significa lavorare ed investire risorse per creare le condizioni perché tutti possano vivere in contesti di pace, dignità e sicurezza».
16 dicembre 2016

