Morto Luigi Amicone, direttore di Tempi
Aveva 65 anni. Le esequie a Monza. Il messaggio del presidente di Comunione e liberazione don Julian Carron e il tweet del sindaco di Milano Beppe Sala
Si celebrano questa mattina, 20 ottobre, alle 10.45 nel duomo di Monza le esequie di Luigi Amicone, giornalista, esponente di Comunione e liberazione e fondatore, nel 1994, del settimanale Tempi, di cui era ancora direttore, oltre che già consigliere comunale di Milano per Forza Italia fino alle ultime amministrative. Padre di sei figli, è morto nella notte tra il 18 e il 19 ottobre, all’età di 65 anni, colpito da un infarto.
Appena presa la notizia della morte, il presidente della Fraternità di Comunione e liberazione don Julian Carron ha scritto un messaggio alla famiglia, pubblicato da Tempi, ricordando un dialogo che Amiconi ebbe con il fondatore della fraternità don Luigi Giussani nel 1978. «Alla domanda di don Giussani: “Che cos’è per noi il cristianesimo? Badate che dobbiamo trovare una risposta che, anche se io fossi ateo, varrebbe anche per me”, molti universitari intervennero, ma nessuna risposta lo convinse – scrive Carron -. Finché prese la parola Luigino: “Io penso che il cristianesimo sia l’avvenimento del Dio che si è fatto un uomo, e questo uomo si è detto Dio e ha scelto…”. Giussani lo interruppe: “Basta, basta: ci siamo! Perché è solo quello il cristianesimo! Il cristianesimo è questo: è un fatto! Un fatto. Non è una questione di gusto, di chiarezza intellettuale o di mettere le cose al loro posto: è una condizione, è la condizione fondamentale di ogni pensare cristiano e di ogni comportamento cristiano. Il cristianesimo è un fatto! Per questo, ragazzi, la nostra fede, il nostro essere cristiani è innanzitutto un fatto che non vi potete strappare più di dosso, perché è il Battesimo che vi ha afferrati”». Quindi, la conclusione di Carron: «Da quando Cristo lo afferrò, facendolo Suo attraverso l’incontro con don Giussani, Luigino non si è più strappato di dosso quel “fatto”; tutta la sua vita è trascorsa nel movimento, che ha seguito con ingenua baldanza e irruente passione ˗ quanti dialoghi con lui mi costringevano a prendere più consapevolezza del “fatto” che ha preso anche me! ˗, e si compie ora nella gloria del Padre, in compagnia di don Giussani che lo ha tanto amato e di molti suoi e nostri amici. Finalmente la sua irrequietezza avrà trovato pace nell’abbraccio di Cristo vittorioso sulla morte».
Ad Amicone ha dedicato un tweet anche Beppe Sala, confermato sindaco di Milano. «Un fine scrittore, un acuto giornalista, ma soprattutto un amico – così lo ricorda -. Si è spento, troppo presto, Luigi Amicone, che ho avuto modo di apprezzare come consigliere comunale dai banchi dell’opposizione. Non dimenticherò mai il suo acume e la sua passione per la nostra città».
20 ottobre 2021

