Naufragi, Unicef: «Serve unità nazionale per bimbi migranti»
Nel naufragio di venerdì 27 maggio hanno perso la vita tre neonati. La proposta: «Percorsi di partenza e di arrivo sicuri per tutelare i più piccoli»
Nel naufragio di venerdì 27 maggio hanno perso la vita tre neonati. La proposta: «Percorsi di partenza e di arrivo sicuri per tutelare i più piccoli»
«Tre neonati hanno perso la vita nel naufragio di venerdì 27 maggio. Non sono i primi e purtroppo non saranno gli ultimi e si vanno ad aggiungere a quelli che abbiamo pianto negli scorsi mesi sulla rotta tra la Turchia e la Grecia. Sono ore di rabbia e sgomento perché malgrado i superlativi sforzi della nostra Marina cui va il mio personale plauso, poveri innocenti indifesi pagano con la vita la fuga dalla povertà, dalla fame, dal terrore e dalle guerre».
Lo dichiara Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia, rivolgendo un appello «alle istituzioni, ai partiti politici, alle ong impegnate in prima linea e ai cittadini, in questo momento così complesso e di non facile gestione. C’è bisogno di uno scatto di orgoglio comune come Paese e impedire che altri bambini perdano la vita nel peggiore dei modi, annegando. Nel 2015 700 bambini hanno perso la vita in mare, e il 2016 sta registrando lo stesso trend dell’orrore».
Come Unicef si dicono «a completa disposizione del governo per immaginare percorsi di protezione e assistenza sicuri in partenza e in arrivo per i tanti bambini in fuga e per inserire nel ‘Migration compact’ anche il tema dei minorenni accompagnati e non, o ragionare su una sorta di ‘migrant children compact’ che preveda tutte le misure e gli strumenti necessari».
La complessità dei salvataggi in mare, prosegue, «ci fa assistere a dei veri e propri miracoli come quello della piccola Favour ma ci fa anche ripiombare subito nella disperazione con i fatti di venerdì. In attesa che alcune guerre vedano la fine e con esse certi viaggi della disperazione, tutto ciò è inaccettabile, lo diciamo da troppo tempo».
Mesi fa l’Unicef ha lanciato la campagna #tuttigiuperterra per dire basta bimbi morti in mare sulla rotta turco-greca. «Oggi ribadiamo con forza la necessità di mettere in campo idee, soluzioni, per impedire che lo scempio di queste morti avvenga anche nel nostro mare, come purtroppo, non dimentichiamolo, è già accaduto in passato. Serve unità nazionale per i bimbi migranti, un modello da esportare anche in Europa».
30 maggio 2016

