Naufragio nel crotonese: l’11 marzo la manifestazione sulla spiaggia di Cutro
A promuoverla, Tavolo Asilo e immigrazione, rete 26 febbraio, organizzazioni locali e nazionali – tra cui Caritas, Centro Astalli, Sant’Egidio e Papa Giovanni XXIII -, in solidarietà con le vittime e le loro famiglie. L’appello: “Fermare la strage, subito!”. L’invito a mobilitarsi online
La strage di Cutro, nella quale sono morte 72 persone – tra le quali molti bambini -, «non è stato un incidente imprevedibile» ma solo «l’ultima di una lunghissima serie di tragedie che si dovevano e si potevano evitare». Ne sono convinti i firmatari dell’appello “Fermare la strage, subito!”, sottoscritto da Tavolo asilo e immigrazione, Rete 26 febbraio, ong impegnate in operazioni di ricerca e soccorso, reti locali della Calabria, Aoi (Associazione ong italiane) e tante organizzazioni locali e nazionali, tra cui Caritas italiana, Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio e Comunità Papa Giovanni XXIII.
«Le persone che partono dalla Turchia, dalla Libia o dalla Tunisia – si legge nel documento – sono obbligate a farlo rischiando la vita a causa dell’assenza di canali sicuri e legali di accesso al territorio europeo. I governi hanno concentrato i loro sforzi solo sull’obiettivo di impedire le partenze, obbligando chi fugge da guerre, persecuzioni e povertà a rivolgersi ai trafficanti». E ancora: «Se le persone morte nel mare davanti a Cutro avessero potuto chiedere e ottenere un visto umanitario non avrebbero rischiato la vita. Se ci fosse stato un programma di ricerca e salvataggio europeo o italiano, quel terribile naufragio si sarebbe potuto evitare».
Sulle responsabilità delle autorità competenti «indagherà la magistratura. Ma chi ha responsabilità politiche, in primo luogo il governo, non può ribaltare la realtà e scaricare sulle vittime il peso di una strage che ha visto la perdita di 72 esseri umani che si potevano e si dovevano salvare». Di qui l’invito a dire basta e fermare le stragi. Insieme ad alcune precise richieste. Tra le altre cose, viene chiesta «un’indagine seria che faccia chiarezza su quanto è successo», ma anche l’istituzione di «una Commissione parlamentare di inchiesta sulle stragi di frontiera» e la realizzazione immediata di «un programma europeo di ricerca e salvataggio in tutto il Mediterraneo», oltre allo stop a «ogni iniziativa e programma di esternalizzazione delle frontiere», promuovendo invece «accordi bilaterali condizionati dal rispetto dei diritti umani e non dal controllo dei flussi migratori».
Insomma, «è il momento di dire basta a ogni forma di strumentalizzazione politica e di fermare le stragi. Lo faremo andando sulla spiaggia di Cutro il prossimo 11 marzo alle 14.30 per esprimere la nostra indignazione e la solidarietà con le vittime e le loro famiglie con una marcia silenziosa». Si tratta, spiegano i promotori, del primo appuntamento nazionale di «un percorso di iniziative e mobilitazioni che le reti che la promuovono intendono organizzare affinché queste politiche “invertano rotta”». Per chi non potrà essere presente a Steccato di Cutro, la richiesta è di mobilitarsi online scattandosi una foto con la fascia bianca al braccio e pubblicarla sui social con l’hashtag #fermarelastrage.
Informazioni per appuntamenti locali e pullman sono disponibili sulla pagina Facebook dell’evento.
9 marzo 2023

