Nell’esempio di De Gasperi, la politica come «vocazione al servizio»

Chiusa nel Palazzo Lateranense l’inchiesta diocesana della causa di canonizzazione dello statista. Il vicario Reina: «Non cercò mai il potere per interesse personale». Il suo ruolo nella costruzione dell’Europa unita: un contributo «oggi più attuale che mai»

La fiamma ossidrica scioglie la ceralacca, mentre gli occhi di tutti sono rivolti alle ventitré scatole sigillate che verranno consegnate al dicastero delle Cause dei santi. Dentro ci sono più di 22mila documenti. A testimoniare la «fede granitica» del servo di Dio Alcide De Gasperi, la cui «testimonianza spirituale e politica» è «un faro per le nuove generazioni, una risorsa per il futuro, un punto di riferimento per chiunque voglia impegnarsi per il bene comune con serietà e dedizione».

Sono le parole del cardinale vicario Baldo Reina, che questa mattina, 28 febbraio, ha presieduto la sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche, fama di santità e dei segni del servo di Dio Alcide De Gasperi. Tra gli altri, hanno partecipato al rito il cardinale Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio, Giuseppe D’Alonzo, delegato episcopale, don Andrea De Matteis, promotore di giustizia, il notaio Marcello Terramani e Paolo Vilotta, postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione, che ha ricevuto in consegna tutti gli atti processuali chiusi in contenitori sigillati. Suo il compito di trasmetterli al dicastero delle Cause dei santi. Presenti anche Angelino Alfano, ex vicepresidente del Consiglio e presidente della Fondazione De Gasperi, Pier Ferdinando Casini, senatore dei Centristi per l’Europa, e Paolo Catti De Gasperi, nipote del politico e figlio di Maria Romana De Gasperi.

Il rito è iniziato con la recita dell’Angelus, a cui è seguito il giuramento di Vilotta. Subito dopo sono stati sigillati i documenti e ha preso la parola il cardinale Reina. «La granitica fede fu per lui una guida costante che ispirò ogni sua scelta e azione – ha detto il porporato -. Egli non si limitò a professarla nel privato, ma la tradusse in un impegno concreto nella costruzione di una società giusta e solidale. Il suo esempio di integrità, servizio e impegno per il bene comune – ha aggiunto – rimane un punto di riferimento per la società contemporanea, soprattutto in un’epoca in cui la politica appare spesso priva di valori e idealità».

Secondo il cardinale Reina, «De Gasperi esercitò la politica con senso di giustizia e rettitudine. Non cercò mai il potere per interesse personale, ma lo intese come servizio alla nazione». La sua attenzione ai più deboli e il suo impegno per il bene comune «dimostrano come la carità cristiana non fosse per lui un principio astratto, ma una virtù concreta da incarnare nella vita politica». Per questo motivo, «non è ricordato solo come un grande statista, ma soprattutto come un uomo di profonda fede in Dio e rettitudine morale – ha spiegato il porporato -. Non ha mai perso la fiducia nella Divina Provvidenza e la determinazione nel perseguire la giustizia».

Uno degli aspetti più rilevanti della sua azione politica, ha continuato il cardinale vicario, è la costruzione dell’Europa unita. «De Gasperi fu tra i primi a comprendere che la cooperazione tra gli Stati europei fosse la chiave per garantire pace e stabilità. Il suo contributo al progetto europeo è oggi più attuale che mai, in un momento storico in cui l’integrazione europea affronta sfide complesse e in cui il rischio di frammentazione è sempre presente».

Per il porporato, «anche la sua idea di politica basata sul dialogo rimane un modello di riferimento». In questa prospettiva, Reina ha parlato di «metodo De Gasperi», fondato sul «confronto costruttivo e sulla ricerca di soluzioni condivise, un approccio necessario per ricostruire la fiducia nelle istituzioni, in un’epoca segnata dalla polarizzazione e dal populismo». Il suo impegno politico «non era mosso da ambizioni personali – ha detto ancora il cardinale vicario -, ma da una sincera vocazione a servire il prossimo, tanto che la sua azione è stata definita “profetica, sacerdotale e regale” nella missione di costruire un futuro migliore per la società».

In questo senso, secondo Reina, la sua figura continua a essere di straordinaria attualità: «Il suo contributo alla costruzione della democrazia italiana, il suo ruolo nell’integrazione europea e il suo modello di leadership politica offrono spunti di riflessione per affrontare le sfide del presente». In un contesto di crisi della rappresentanza politica, ha aggiunto il cardinale vicario, «il suo esempio invita a riscoprire il valore del servizio pubblico, della competenza e della responsabilità».

Infine, ha concluso: «In un momento storico in cui si avverte la necessità di leader credibili e coerenti, la sua figura emerge come un modello attuale. La sua eredità – ha aggiunto – continua a essere un faro per le future generazioni, dimostrando che l’integrità, la dedizione e il senso del dovere possono lasciare un segno indelebile nella storia di un Paese».

Prima del Padre Nostro che concluso il rito, l’intervento di Alfano. «De Gasperi – ha detto – fu leader politico e uomo di partito, ma è l’angolo della fede quello da cui si può osservare la sua anima per intero». Gli occhi lucidi del nipote Paolo alla fine del rito, l’ultimo sigillo sulla sua vita.

28 febbraio 2025