Niger, è strage di militari

Almeno in 71 sono morti nell’attacco del 10 dicembre al campo di Inates. Si tratta dell’attacco più sanguinoso mai sferrato alla frontiera con il Mali

È l’attacco più sanguinoso mai sferrato alla frontiera tra Niger e Mali quello che martedì sera, 10 dicembre, ha ucciso nel campo di Inates – circa 200 chilometri a nord di Niamey – almeno 71 miliatari nigerini. A diffondere il bilancio, il ministero della Difesa del Niger, che parla anche di una dozzina di feriti e di diversi scomparsi. Il campo era stato colpito già a luglio scorso, quando morirono 18 soldati.

Centinaia gli uomini armati protagonisti dell’assalto, che è stato il secondo contro strutture dell’esercito dall’inizio della settimana: il giorno precedente 17 persone, tra cui 3 militari, erano morti in seguito a un agguato a Taoua, nell’ovest del Paese. L’azione del 10 dicembre al momento non è stata rivendicata ma la stampa concorda nell’ipotizzare una matrice jihadista. Viene citato in particolare il gruppo di Iyad Ag Ghali, che riunisce Aqmi, Ansar Din e al-Murabitun. Questi potrebbero essere stati sostenuti, considerando l’alto numero di motoveicoli utilizzati, da combattenti islamisti legati ad Abu Walid al-Sahrawi.

Il presidente nigerino Mahmadou Issofou ha convocato per oggi, 12 dicembre, una riunione del consiglio nazionale di sicurezza, dopo essere rientrato d’urgenza da un incontro in Egitto. D’accordo con Issofou, il capo dell’Eliseo Emmanuel Macron ha inoltre annunciato il rinvio del summit previsto a Pau il 16 dicembre in cui si doveva discutere il ruolo della presenza francese in Africa insieme ai leader dei Paesi del G5 Sahel.

12 dicembre 2019