Nuova sede per il Cav Palatino

I locali nella parrocchia di Santi Antonio e Annibale Maria. Il vescovo Palmieri: «Ogni bambino che nasce è un segnale di speranza e un dono del cielo»

La difesa della vita nascente, per stare accanto ai più piccoli e alle madri in difficoltà. È questa la sfida della parrocchia di Santi Antonio e Annibale Maria, nel quartiere Appio-Tuscolano, che ospita la nuova sede del Centro di aiuto alla vita (Cav) Palatino, inaugurata ieri sera, 8 settembre, alla presenza del vescovo ausiliare Gianpiero Palmieri. Nell’omelia della celebrazione che ha preceduto il taglio del nastro, il presule ha sottolineato l’importanza del Cav nell’aiutare le vite nascenti, «come fondamentale è stata la nascita di Maria», ha puntualizzato ricordando la concomitanza dell’inaugurazione con la festa della Natività della Beata Vergine. «In Maria – ha proseguito – è contenuto il germe del mistero di Dio che si fa uomo e lo stesso mistero di Vita è contenuto in ogni nascita». Fondamentale, secondo Palmieri, «ricordare l’aiuto che i Cav danno a moltissime donne in difficoltà, giovani, straniere o vittime di abusi. Ogni bambino o bambina che nasce – ha aggiunto – rappresenta un segnale di speranza e un dono del Cielo». Una speranza viva in ogni tempo, soprattutto nei momenti più difficili «come quelli vissuti dalle città attanagliate dal Covid ma che non hanno smesso di veder nascere nuove vite».

«Non è un giorno qualunque – ha sottolineato il parroco padre Pasquale Albisinni – e abbiamo fortemente voluto che l’inaugurazione avvenisse proprio oggi per ricordare come Maria bambina è l’aurora di speranza e salvezza per tanti bambini che potranno vedere la luce grazie al Cav. Vogliamo stare accanto a ogni donna che viene a cercare aiuto – ha dichiarato padre Albisinni – e fare in modo che si possa instaurare una cultura in favore della vita tale che l’aborto non sia più considerato illegale ma diventi proprio impensabile».

Anche la presidente del Cav Anna Spurio Consoli ha parlato di «un momento di grande gioia», come ha affermato la presidente del Cav Anna Spurio Consoli, reso tale anche dai traguardi già raggiunti in passato dal Centro. Attivo dal 2010, infatti, ha fatto nascere «ben 432 bambini, aiutando soprattutto madri sole e in difficoltà per una gravidanza inaspettata, con supporti economici, psicologici e morali». È presente, inoltre, uno sportello di ascolto per le donne che hanno fatto già ricorso all’aborto e «in tutti questi anni di attività – ha precisato la presidente – possiamo dire che nessuna donna si è mai pentita di aver proseguito la gravidanza». Una soddisfazione condivisa anche da Maria Luisa Di Ubaldo, presidente di Federvita Lazio. «Viviamo in un periodo storico di grande vuoto cosmico dal punto di vista valoriale – ha commentato Di Ubaldo  ma realtà come questa ridonano speranza». Anche per Federvita, i dati “raccontano” un’azione massiccia in difesa dei nascituri. «Anche nel periodo del lockdown – ha riferito Di Ubaldo – non ci siamo mai fermati e solo a Roma nell’ultimo anno i Cav hanno fatto nascere circa 180 bambini e assistito oltre mille donne».

Il Centro di aiuto alla vita rappresenta «una stella che brilla nel cielo di Roma e, con gli altri Cav, rende la nostra città un esempio di difesa del dono più bello che ci possa essere», ha affermato in conclusione padre Bruno Rampazzo, superiore generale dei Rogazionisti. Per ogni vita che nasce, ha affermato, «c’è insita una gioia divina»; sono necessari «l’aiuto e le preghiere di tutta la comunità, che deve sentirsi unita nel supportare donne e bambini».

9 settembre 2020