Nuovi media, «strumenti per unire»

A Santa Maria in Montesanto l'incontro di riflessione sul tema della 53ma Giornata delle comunicazioni sociali con Paolo Ruffini, il presidente Rai Marcello Foa e Aldo Cazzullo. Premio Paoline a monsignor Frisina

Un’occasione per riflettere sull’importanza di vivere e creare relazioni nell’odierno contesto comunicativo, ragionando su come passare dall’essere in rete al fare rete e dalle communities alle comunità, alla luce del Messaggio del Papa per la 53° Giornata delle comunicazioni sociali che si è celebrata domenica scorsa. Questo il senso dell’incontro di ieri, 4 giugno, nella basilica di Santa Maria in Montesanto, a piazza del Popolo, organizzato dall’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi con Paoline Comunicazione e Cultura Onlus e con il patrocinio del Dicastero per la comunicazione, dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana e della Settimana della Comunicazione.

«Papa Francesco è, non solo con le parole ma anche con il suo esempio, modello ideale di comunicatore – ha detto in apertura don Walter Insero, direttore dell’Ufficio diocesano e rettore della chiesa degli artisti –: crea eventi comunicativi nei quali fa posto all’altro mentre pone se stesso in secondo piano, dislocato e mai al centro per fare davvero spazio al Maestro». Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, ha messo in luce «l’invito all’unità cui il Papa ci richiama già dal titolo scelto per il suo Messaggio: Siamo membra gli uni degli altri» perché la rete, come la Chiesa, «è nata non per dividere ma per unire – ha affermato – e può farci incontrare su interessi, passioni e servizi, mettendo in comune tutto il bene che c’è o che possiamo dare perché non è solo un insieme di algoritmi che ci domina ma anche lo spazio per l’inatteso e la creatività». Un monito quindi «alla responsabilità personale nell’uso dei nuovi media» rispetto ai quali «siamo chiamati ad inventare un modo nuovo di abitare il mondo digitale», senza mai dimenticare che «tutto quello che viene detto e condiviso in rete è reale e non virtuale».

A riconoscere le risorse oltre che i pericoli insiti nella rete ha invitato anche il presidente della Rai Marcello Luigi Foa: «Quando non è abuso – ha detto – l’uso dei nuovi mezzi di comunicazione è opportunità di condividere valori, che è ciò che ci contraddistingue in meglio, ma solo se sono ben radicati in me e la mia identità è ben definita posso aprirmi in modo autentico all’altro». Da parte sua Aldo Cazzullo, giornalista del Corriere della Sera e autore del libro “Metti via quel cellulare”, scritto in dialogo con i figli adolescenti, ha sottolineato l’importanza di usare «la tecnologia e la rete per diffondere la verità, che è comunione, amore e dono di sé mentre la menzogna porta alla non relazione e alla frustrazione propria della nostra società narcisistica». Guardando in particolare ai giovani, il giornalista ha auspicato che i nuovi media «favoriscano sempre più la diffusione della memoria storica e una visione globale e non frammentata di chi siamo stati e siamo, per riconoscere la bellezza e la responsabilità della nostra identità di italiani».

Al termine del dibattito – moderato dalla giornalista Benedetta Rinaldi – è stato conferito il Premio Paoline Comunicazione e Cultura 2019 a monsignor Marco Frisina, rettore della basilica di Santa Cecilia a Trastevere e compositore. «Credo che evangelizzare, in tutti i modi possibili e a tutte le creature come ci ha chiesto il Signore – ha detto il sacerdote –, significhi comunicare in maniera inclusiva e non esclusiva, andando verso l’altro, costruendo ponti per arrivare lì dove nessuno è mai arrivato. I nuovi mezzi di comunicazione sono un’opportunità per animare il dialogo e il confronto anche con l’arte e con la musica: questa è la sfida di oggi, per tutti». Nel 1984 monsignor Frisina ha fondato il Coro della Diocesi di Roma, che ha animato la serata eseguendo alcuni brani da lui composti.

 

5 giugno 2019