Omicidio Willy Monteiro: ergastolo per i fratelli Bianchi

La condanna disposta dai giudici della Corte di assise di Frosinone. 23 anni a Belleggia e 21 a Pincarelli. Il vescovo di Velletri-Segni Stefano Russo: «È giusto che la giustizia faccia il suo corso, anche se nessuna sentenza può lenire il dolore per la morte di un figlio»

«È una sentenza giusta». Il papà Armando ha commentato così la sentenza di condanna pronunciata ieri, 4 luglio, dai giudici della Corte di Assise di Frosinone per i quattro ragazzi di Artena accusati dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto nella notte tra 5 e 6 settembre 2020 a Colleferro. Ergastolo per i fratelli Marco e Gabriele Bianchi; 23 anni di reclusione per Francesco Belleggia e 21 per Mario Pincarelli. Tutti coinvolti nella morte di Willy, ucciso a 21 anni  dopo essere intervenuto sedare una rissa, per difendere un amico da un pestaggio. Disposta anche una provvisionale di 200 mila euro ciascuno per i genitori e di 150 mila euro per la sorella.

Per i legali del padre di Willy, Vincenzo Galassi e Domenico Marzi, si tratta di «una sentenza ineccepibile in linea con le conclusioni del pm, che legge le pagine processuali con un rigore assoluto e anche un riconoscimento di qualità per quanto riguarda l’attività investigativa iniziale delle forze dell’ordine». Nelle parole del pm di Velletri Giovanni Tagliatela, «è quello che speravamo in relazione al lavoro svolto, ma sappiamo che il giudizio poi si presta a delle variabili e il fatto aveva un contesto e delle sfumature che potevano dare adito a una diversa valutazione. Tuttavia – aggiunge – le prove che avevamo prodotto erano, a nostro avviso, assolutamente sufficienti e più che fondate per chiedere quello che abbiamo chiesto».

La lettura della sentenza è stata salutata dagli applausi dell’aula, nella quale erano presenti molti amici di Willy, visibilmente commossi. Di contro, dal gabbiotto di sicurezza sono arrivate le grida e le imprecazioni degli imputati, portati via dagli agenti della penitenziaria. «È stato un processo mediatico – ha dichiarato per loro conto il difensore dei fratelli Bianchi Massimiliano Pica -. Va contro tutti i principi logici. Leggeremo le motivazioni e poi faremo appello. Siamo senza parole», ha aggiunto.

Raggiunto dall’Agenzia Sir il vescovo di Velletri-Segni – territorio nel quale è avvenuta la morte di Willy – Stefano Russo. «È giusto che la giustizia faccia il suo corso – commenta -, anche se nessuna sentenza può mai lenire il dolore della famiglia per la morte di un figlio. A fronte di fatti così gravi è bene che ci siano pene giuste per i responsabili». Nell’analisi del presule, quello vissuto ieri è «un ulteriore momento che tocca una ferita aperta». Esprimendo quindi «preghiera e vicinanza per la famiglia di Willy», ribadisce che «qualsiasi sentenza non può compensare un dolore così grande per la perdita del figlio. La morte di Willy – prosegue – ci ricorda quanto sia importante creare occasioni di incontro per i giovani, la cultura della socializzazione, percorsi e spazi educativi che li accompagnino nella loro crescita e che li facciano sentire soggetti attivi della comunità». Un impegno, questo, che «riguarda tutti noi», evidenzia Russo, esprimendo «l’esigenza di dialogo, incontro e ascolto che devono essere esercitati perché queste cose non accadano più». Per «contribuire a una società a misura d’uomo e donna».

5  luglio 2022