Pakistan, ordine di comparizione per i sequestratori di Huma

Acs: la Corte di Karachi riconosce la minore età della ragazza, rapita il 10 ottobre, stuprata, convertita a forza e costretta a sposare il proprio stupratore

Novità nel caso di Huma Younus, la ragazza pakistana rapita a Karachi il 10 ottobre scorso e poi stuprata, convertita a forza all’Islam e costretta a sposare il proprio sequestratore, la cui vicenda è stata portata all’attenzione della comunità internazionale dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs). «Ordine di comparizione dinanzi alla Corte per il sequestratore, e per i complici, di Huma Younus, 15enne cattolica rapita, violentata e forzata al matrimonio e alla conversione all’Islam. La Corte di Karachi (Pakistan) ha riconosciuto la minore età di Huma», si legge in un tweet della fondazione.


Il caso di Huma era stato archiviato dal tribunale ordinario e così la famiglia si è rivolta all’Alta Corte chiedendo l’applicazione della Child Marriage Act, la legge che vieta i matrimoni con minori entrata in vigore nel 2014 e che prevede il carcere per chi rapisce un minore di 18 anni. Ieri, 22 luglio, il passo avanti testimoniato dal tweet di Acs. A seguire la vicenda è l’avvocata della famiglia Tabassum Yousaf, con il sostegno della fondazione.

23 luglio 2020