Pakistan, rinviata l’udienza per il caso Asia Bibi
Il tutore della famiglia della donna cristiana condannata a morte per blasfemia: «Ostacolo impreviso ma non perdiamo la speranza»
Il tutore della famiglia della donna cristiana condannata a morte per blasfemia: «Ostacolo impreviso. Aspetteremo ancora ma non perdiamo la speranza»
Rinviata l’udienza davanti alla Corte Suprema del Pakistan per il caso di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per Blasfemia nel 2010 – sentenza confermata poi in appello nel 2014 – e detenuta nel carcere di Multan. Questa mattina, 13 ottobre, era fissata l’udienza per il terzo e definitivo grado di giudizio davanti alla sezione penale della Corte Suprema, a Islamabad. L’Agenzia Fides riferisce però che, giunto il turno del caso “Asia Bibi contro lo stato”, uno dei tre giudici, membri del collegio giudicante di quella sezione, ha rifiutato di far parte del collegio e di deliberare sullo specifico caso.
«La cancelleria della Corte ha disposto un rinvio: attendiamo nei prossimi giorni la data della prossima udienza», ha spiegato a Fides l’avvocato di Asia Bibi, il musulmano Saiful Malook, sorpreso per la circostanza. Anche Joseph Nadeem, tutore della famiglia della donna, presente alla Corte insieme con il marito di Asia Ashiq Masih, ha rimarcato: «È stato un rinvio inaspettato. Non sappiamo le motivazioni di tale gesto. È un ostacolo imprevisto: speravamo in una rapida soluzione del caso. Aspetteremo ancora ma non perdiamo la speranza – osserva -. Confidiamo in Dio e nella giustizia».
13 ottobre 2016

