Parolin al Bambino Gesù: «Con l’amore trasformiamo il mondo»

Il segretario di Stato Vaticano ha portato gli auguri del Papa ai piccoli pazienti dell’Ospedale pediatrico e a tutto il personale. Dopo l’incontro con i bambini, l’inaugurazione della cappella con le reliquie dei due papi santi

«Non lo vedi che sei brutta con quella coda? Perché non te la tagli?». Il bambino – che si riesce appena a scorgere mentre se ne sta in piedi, immobile e serio, dinanzi al segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin – racconta con marcato accento siciliano la storia della stella cometa, scacciata dalle altre stelle del cielo a causa di quella sua coda così insolita. È la fiaba speciale racchiusa in un libro di stoffa confezionato dai piccoli degenti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma come dono per il cardinale e per il Papa, al quale è destinata anche la lettera che il piccolo ha scritto apposta di suo pugno e che spera possa arrivare, tramite Parolin, direttamente nelle mani di Francesco.

Il porporato è in visita al nosocomio di proprietà della Santa Sede per i tradizionali auguri di Natale. Accolto la mattina del 6 dicembre dal presidente del Bambino Gesù, Giuseppe Profiti e da Maria Grazia Salviati (sono stati i duchi Salviati ad aver fondato l’ospedale pediatrico nel 1869), per la prima tappa Parolin si reca presso la Chirurgia neonatale, all’interno del padiglione Pio XII, dove si intrattiene con le famiglie dei 19 bambini ricoverati. Accompagnato dal direttore sanitario, Massimiliano Raponi, il Segretario di Stato fa quindi visita alla nuova Terapia Intensiva Cardiochirurgica, recentemente ristrutturata grazie alla campagna di raccolta fondi “Mettici il Cuore”, che ha consentito di acquisire nuove tecnologie all’avanguardia capaci di aiutare medici ed infermieri nella loro missione quotidiana. Mentre nel reparto di patologie metaboliche, il segretario di Stato Vaticano si intrattiene con i piccoli pazienti affetti da malattie ereditarie, una categoria di patologie comprese nel gruppo delle malattie rare.

Ed è nella ludoteca dell’Ospedale – là dove solo nel 2013, come ricorda la responsabile Carla Maria Carlevaris, hanno giocato circa 22mila bambini – che Parolin, nel ricevere il dono preparato dai piccoli, incontra le associazioni dei familiari e tutte le realtà impegnate nel sistema di accoglienza dell’ospedale: una rete di solidarietà che nel 2013 ha garantito a più di 4.500 famiglie oltre 102.000 pernottamenti gratuiti presso le strutture convenzionate. «Se ciascuno di noi ci mette un po’ di amore – è il messaggio di Natale che, a nome di Papa Francesco, Parolin affida ai dipendenti dell’ospedale – riusciremo a trasformare questo mondo. Al di là delle nostre cattiverie e dei nostri limiti, quando c’è amore, solidarietà e attenzione nei confronti degli altri anche le cose brutte diventano meno brutte e questo perché l’amore riesce a far trasfigurare anche le cose meno piacevoli. Riesce a farle vivere in maniera umana». «Andate avanti con questo amore, anzi mettetene sempre di più», è la richiesta infine che il porporato rivolge ai dipendenti del Bambino Gesù ai quali esprime la sua soddisfazione per le innovazioni tecnologiche ma soprattutto per lo sforzo di umanizzazione delle cure.

Al termine della visita il cardinale inaugura la riapertura, dopo un lungo restauro, della Cappella cinquecentesca, nella quale sono conservate le reliquie di San Giovanni Paolo II e la “papalina” di San Giovanni XXIII, il copricapo, cioè, che il Papa Buono, in una delle visite all’ospedale pediatrico, depose giocosamente sulla testa di uno dei piccoli degenti. «Maria Immacolata protegga e assista quanti lavorano in questa struttura e le loro famiglie e tutti i bambini che dalla città di Roma e da tanti altri luoghi convergono qui per ricevere cure specialistiche appropriate insieme a un’attenzione alla persona che sia espressione di autentici valori umani e cristiani. Restaurare una Cappella all’interno di un luogo di cura è un’opera importante. Significa predisporre un ambiente speciale in cui Gesù ponga la sua stabile dimora e in cui possiamo dialogare con lui».

 

9 dicembre 2014