Pio XII raccontato attraverso le “Sfumature di verità”

Presentato in anteprima in Vaticano il film di Liana Marabini dedicato a Papa Pacelli. A settembre la proiezione all’Incontro mondiale delle famiglie

Presentato in anteprima in Vaticano il film di Liana Marabini dedicato a Papa Pacelli. A settembre la proiezione all’Incontro mondiale delle famiglie

«Con il suo silenzio ha salvato molte più vite rispetto a quanti invece hanno condannato il nazismo a voce alta». È una frase di Shades of Truth (Sfumature di verità), film scritto e diretto da Liana Marabini e mostrato in anteprima in Vaticano ieri, lunedì 2 marzo. Con questa pellicola, ha ammesso la regista, «non ho voluto cercare lo scoop ma dimostrare tutto il mio affetto per Papa Pio XII, vittima di molte incomprensioni», anzi, «il personaggio più incompreso del XX secolo».

L’oggetto delle incomprensioni è ben noto. Papa Eugenio Pacelli non avrebbe condannato con forza sufficiente il nazismo e la sua l’aggressione verso gli ebrei. Opinione divenuta opera teatrale del 1963, grazie a Rolf Hochhuth che, con Il Vicario (non a caso citato in Sfumature di verità), accusava apertamente il «pastore angelico» di collusione con il nazismo. Il film di Marabini – prodotto da Condor Pictures, in associazione con Liamar Media World – cerca di distinguere la verità, tra tante sfumature. Nella pellicola la regista, ideatrice e presidente dell’International Catholic Film Festival di Roma, ha condensato cinque anni di studio delle circa 100mila pagine di documenti e testimonianze poco note o inedite di ebrei sopravvissuti all’Olocausto, salvati dalla deportazione proprio dall’intervento di Papa Pacelli. Un’attività diplomatica silenziosa ma costante, che salvò 800mila ebrei.

Protagonista del film è David Milano (interpretato da David Wall), un giornalista newyorkese, ebreo ma di origini italiane. La sua testata gli affida un’inchiesta su Papa Pacelli. Il giudizio di partenza del giornalista su Pio XII è che si sia reso complice di uno scientifico sterminio degli ebrei e che meriti l’appellativo di «papa di Hitler». A causa di questa sua avversione verso il pontefice, David rompe il suo fidanzamento con la fidanzata Sarah (l’attrice romana Jennifer Mischiati), ebrea e ammiratrice della figura di Pio XII. Per cercare la verità, anche contro i suoi stessi pregiudizi, viaggia da Roma a Israele, a Lisbona. A Roma, sfruttando i contatti dell’amico sacerdote Roberto Savinelli, interpretato dall’attore tedesco Gedeon Burkhard, David accede all’Archivio Segreto Vaticano, studia documenti e immagini del tempo e conosce il postulatore della causa di beatificazione di Pio XII.

Pur nelle buone intenzioni, il film risulta manchevole nell’impianto argomentativo. Che Papa Pacelli sia stato lo «Schindler del Vaticano» viene più detto che dimostrato. Poco comprensibile risulta anche la scelta registica di inserire la ricognizione storica sulla figura di Papa Pio XII in uno schema narrativo da “soap opera”: la storia tra David e Sarah e i loro contrasti sulla figura di Pio XII (poco credibili e, a tratti, stucchevoli) occupano inutilmente la gran parte della lunghezza della pellicola. Laddove forse l’opzione docufilm (con interviste a testimoni, giornalisti, storiografi) sarebbe stata più funzionale agli obiettivi apologetici e apodittici del film. Di livello il cast che schiera Christopher Lambert, Remo Girone e Giancarlo Giannini.

Il film uscirà a fine maggio in 335 sale italiane, in 280 cinema francesi, in Belgio, Germania, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Australia e non solo, per poi approdare in televisione. A maggio sarà presentato fuori concorso a Cannes e a settembre negli Stati Uniti durante l’Incontro mondiale delle Famiglie a Philadelphia.

3 maggio 2015