Primo giorno di scuola al Di Vittorio – Lattanzio

Frequenza in presenza garantita agli studenti del primo anno e a quelli con bisogni educativi speciali. Per gli altri, didattica digitale integrata, a rotazione. Organico carente e banchi ancora non disponibili. Il preside Dore: «Sarà un anno particolare ma ce la possiamo fare»

Il cortile dell’Istituto di istruzione superiore Di Vittorio – Lattanzio ha iniziato ad animarsi intorno alle 8.30. Il grande murale “Zero infinito”, realizzato qualche anno fa dall’artista Agostino Iacurci sull’immensa facciata della scuola, faceva da sfondo alle decine di ragazzi che, volto parzialmente coperto da mascherine colorate, hanno atteso le 8.50 quando è suonata la campanella per otto classi prime. Per evitare assembramenti all’ingresso oggi, 14 settembre, ritornano tra i banchi della scuola di via Teano, a Torpignattara, solo gli iscritti al primo anno, per un totale di 16 classi – quattro dell’indirizzo tecnico commerciale, cinque del liceo scientifico scienze applicate e sette dell’istituto tecnico industriale indirizzo informatica e telecomunicazione -. Domani, insieme alle prime, entreranno anche le terze classi e per i primi due giorni sono state programmate solo due ore di lezione. Dal 16 settembre fino al 31 ottobre i 1.450 iscritti torneranno ad occupare le 72 classi dell’istituto, svolgeranno 4 ore di lezione di 50 minuti e dovranno rinunciare alla pausa per la ricreazione.

Non tutti gli alunni potranno essere presenti contemporaneamente. Mentre sono state recapitate diecimila mascherine chirurgiche, i banchi monoposto non sono ancora stati consegnati e la struttura non è dotata di spazi sufficienti per accogliere tutti gli studenti e garantire al tempo stesso il distanziamento fisico di un metro. Fino al 31 ottobre la scuola ha noleggiato 400 sedie con ribaltina, utilizzato tutto il mobilio a disposizione, riorganizzato gli spazi per creare l’aula Covid in cui gestire i casi sospetti, ma nonostante gli sforzi fatti e le numerose opzioni vagliate «per 33 classi il problema del sovraffollamento rimane», spiega il preside Claudio Dore. Le aule più grandi sono state destinate alle prime e possono contenere fino a 25 ragazzi. Il corpo docente ha infatti stabilito che la frequenza in presenza sarà garantita agli studenti del primo anno e a quelli con bisogni educativi speciali. Per gli altri si è optato per una didattica digitale integrata. «Massimo sette alunni per ogni classe seguiranno, a rotazione, le lezioni da casa contemporaneamente ai loro compagni presenti in aula – prosegue il dirigente -. Per ragioni di privacy le telecamere saranno sempre rivolte verso l’insegnante e l’assenza a una lezione a distanza sarà equiparata a una assenza in classe». Nel caso in cui ci fossero compiti in classe, lezioni da recuperare o da approfondire, «in via del tutto eccezionale» i docenti hanno dato la propria disponibilità a fare lezione anche il sabato, giorno in cui solitamente l’istituto è chiuso.

Per le prime settimane di lezione il preside non prevede gravi disagi. Il collegio dei docenti già da metà luglio ha dettagliatamente stilato il piano orario con i turni di ingresso e di uscita attraverso quattro accessi diversi tutti indicati da un’apposita segnaletica e muniti di dispenser con gel disinfettante. I problemi potrebbero sorgere quando si passerà all’orario definitivo. Nonostante le sollecitazioni, l’organico è carente: «Servirebbero almeno altri trenta insegnanti, dieci dei quali di sostegno», dice Dore, il quale ammette di essere «abbastanza ansioso ma non in preda al pessimismo nero». Contando molto sulla collaborazione delle famiglie, le quali «non hanno sollevato alcun appunto fino a questo momento», il preside augura a tutti un buon anno scolastico. «Sarà un anno particolare – conclude – ma ce la possiamo fare».

14 settembre 2020