Protezione civile italiana in Belgio, accanto alle vittime delle inondazioni

Disposto l’invio di personale e mezzi per le operazioni di soccorso. In Germania intanto cresce il numero delle vittime del maltempo: tra 50 e 70 i morti

Anche l’Italia è in prima linea nel soccorso alla popolazione del Belgio, vittima dell’ondata di maltempo che sta devastando il centro Europa. «Per assicurare il necessario supporto alla popolazione belga colpita da gravi inondazioni, il Sistema di Protezione civile italiano ha disposto l’invio di personale e mezzi da impiegare nelle operazioni di soccorso», si legge in una nota diffusa ieri era, 15 luglio, dal dipartimento di Protezione civile. Almeno due, al momento, le vittime.

Un team composto da personale del dipartimento della Protezione civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha già raggiunto Liegi per garantire il necessario coordinamento con le autorità locali. Affidato a un volo C-130 dell’Aeronautica militare il trasporto del modulo messo a disposizione dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con personale e mezzi specializzati nella ricerca e soccorso in contesti alluvionali. Nella giornata di oggi, inoltre, un elicottero della Difesa raggiungerà il Belgio per supportare le attività di ricerca dei dispersi. Una missione di assistenza internazionale, che nasce su richiesta della Commissione europea agli Stati membri. «L’Ue è pronta ad aiutare – aveva assicurato infatti nella giornata di ieri la presidente Ursula von der Leyen -. I Paesi colpiti – ha scritto, riferendosi a Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, oltre che alla Germania, – possono chiedere l’aiuto del meccanismo di protezione civile dell’Ue».

Situazione difficile intanto anche in Germania, dove continua a salire il numero di vittime e dispersi per le inondazioni nella regione occidentale. Tra le zone più colpite, la Renania. Due giornate di pioggia tanto intensa da rompere gli argini e isolare intere aree. Secondo fonti locali, oscilla tra 50 e 70 il numero delle vittime. «L’acqua è vita. Qui invece l’acqua è la morte», ha osservato il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) Georg Bätzing, esprimendo la sua vicinanza alle famiglie dei defunti e la preoccupazione per le «molte persone ancora disperse. Spero sinceramente – ha detto – che vengano ritrovate illese e che tutti i bisognosi, che hanno perso i loro averi o il tetto sopra la testa, ricevano conforto, speranza e aiuto». Nelle parole del presule anche la gratitudine per tutti i soccorritori – vigili del fuoco, polizia e tanti volontari -, che «stanno instancabilmente e disinteressatamente fornendo aiuto, spesso rischiando la propria vita».

16 luglio 2021