Reddito di cittadinanza, Caritas: «Elaboriamo proposte per una sua modifica»

In un seminario, rilevate una serie di criticità, dal target alla necessità di differenziazioni territoriali. Il direttore don Pagniello: «Non è l’unico strumento a disposizione»

«Per essere realmente propositivi ed evitare di proclamare semplicemente slogan, continuiamo ad approfondire il tema, ascoltare le diverse realtà territoriali e fare tesoro delle esperienze raccolte».  Lo ha detto il direttore di Caritas italiana, don Marco Pagniello, a proposito di reddito di cittadinanza, chiudendo il seminario sulle misure di lotta alla povertà “Adeguate ai temi e ai bisogni: le politiche contro la povertà in Italia”, ieri, 1° dicembre, a Roma. Ha poi aggiunto: «Il fatto che lo stesso governo si sia dato un anno per formulare una riforma del reddito di cittadinanza ci consente di proseguire nel confronto e nel processo avviato con l’auspicio di riuscire ad elaborare e offrire proposte concrete e meditate insieme agli altri organismi della Chiesa italiana che si occupano con noi di lavoro e questioni sociali e sanitarie». Il reddito di cittadinanza, del resto, ha proseguito don Pagniello, «non è l’unico strumento di lotta alla povertà che abbiamo a disposizione. E non dobbiamo mai dimenticare che la persona che si rivolge a noi non è solo portatrice di problemi, ma soprattutto di diritti e di risorse». Compito della Caritas e in generale della comunità cristiana è accompagnare le persone, perché nessuno resti indietro e ognuno possa essere protagonista del cambiamento verso comunità sempre più inclusive e solidali.

Nel corso del seminario, Caritas italiana ha presentato i primi esiti del suo lavoro di analisi degli aspetti da considerare per impostare interventi di contrasto alla povertà che siano adeguati alle caratteristiche che il fenomeno assume nel nostro Paese, tenendo conto dell’attuazione delle misure contro la povertà che si sono susseguite in Italia negli ultimi anni in una prospettiva comparata a livello europeo. È stato anche attivato un gruppo di lavoro per elaborare quanto emerso articolandolo in proposte concrete. E dal confronto è arrivata la conferma che il reddito di cittadinanza presenta una serie di criticità su cui si deve lavorare. Ci sono molti “poveri” che non ricevono il reddito e viceversa. Va ridefinito il target. E si può, si deve anche ragionare in modo pacato sulle differenziazioni a livello territoriale. È necessario che le misure contro la povertà siano l’esito di un confronto a più voci, di un processo articolato.  Si tratta di dedicare tempi congrui alla fase di disegno della riforma, di progettare fin dall’inizio i dettagli del percorso attuativo, di sfruttare le conoscenze esistenti su cui fondare la riforma, di ascoltare i diversi attori istituzionali e i soggetti sociali per un percorso di riforma condiviso e di tenere in considerazione ciò che c’è di buono e agire con rigore su poche leve fondamentali.

2 dicembre 2022