Reina: «Ogni cristiano abbia a cuore i piccoli e gli umiliati»

Il vicario del Papa ha presieduto la veglia nella IV Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, a Santa Bernadette Soubirous. Il richiamo della consegna del Papa ai referenti dei servizi diocesani: «Custodire, ascoltare e curare»

Il ritratto in bianco e nero di santa Bernadette Soubirous è posizionato di lato. Non te ne accorgi subito quando entri in chiesa. Ma basta voltare lo sguardo a sinistra, subito dopo l’ingresso, che non riesci più a staccare gli occhi dalla serenità del suo volto. Che ti raggiunge anche se sei di spalle nelle prime file. Per un attimo anche l’arcivescovo Baldo Reina si è rivolto a guardarla, mentre si dirigeva in processione verso l’altare, per poi sorridere ai fedeli in piedi che lo stavano aspettando. Il vicario del Papa per la diocesi di Roma ha presieduto ieri sera, 18 novembre, in occasione della IV Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, una veglia nella parrocchia romana dedicata proprio alla santa di Lourdes.

Richiamando le parole di Papa Francesco pronunciate ai referenti diocesani italiani dei servizi e dei centri di ascolto nel 2023, che sono risuonate durante la celebrazione, Reina ha invitato a «custodire, ascoltare e curare». Tre verbi, ha aggiunto, «che devono avere un denominatore comune: la delicatezza». Molte le persone che hanno riempito la navata centrale della chiesa. Canti, letture e momenti di silenzio si sono alternati durante tutta la veglia. Con le note di due chitarre, dell’organo e del coro. «L’obiettivo – ha detto Reina – è innalzare una lode al Signore e pregare per tutte le vittime degli abusi che soffrono e per coloro che hanno compiuto questi peccati, perché possano convertirsi. Ogni cristiano abbia sempre a cuore i piccoli e gli umiliati». Poi si è inginocchiato, mentre veniva esposto il Santissimo.

«Chi custodisce – ha continuato il vicario -, che sia un genitore o un insegnante, deve essere sempre molto delicato in tutto. Nei gesti, nelle parole e nei rimproveri. Con la delicatezza si esercita già una forma di custodia. Quando mi accosto all’altro – ha spiegato citando l’Antico Testamento -, è importante riconoscere di star mettendo i piedi in un territorio sacro, tanto da doversi togliere i sandali».

Parlando invece del secondo verbo indicato dal Papa, ha sottolineato: «Una persona delicata sa anche ascoltare. Chi è stato abusato comunica la sua sofferenza in tanti modi: con il silenzio, con la rabbia, allontanandosi, o con l’indifferenza. Noi dobbiamo metterci in ascolto anche di questi linguaggi non verbali, dietro i quali si nasconde una grande sofferenza». Ha così invitato a essere un po’ come una mamma, che «percepisce i bisogni del proprio figlio senza bisogno di tante parole».

Infine, l’ultimo passo: «curare». Perché, «non basta custodire e ascoltare, ma servono azioni». Solo in questo modo, ha detto l’arcivescovo, «le ferite potranno rimarginarsi quanto prima». Servendosi sempre della delicatezza. «Azioni sbagliate – ha aggiunto – possono causare danni peggiori. Occorre quindi compiere gesti opportuni, sapendo anche aspettare e rimanendo al proprio posto».

In conclusione, il vicario ha esortato a «diffondere questa sensibilità che ci chiede il Papa, partendo in primis dalle comunità parrocchiali, per poi arrivare anche in tutti gli ambienti formativi e scolastici». Secondo Reina, «abbiamo bisogno di creare questa cultura per le persone vulnerabili». Con la consapevolezza che «c’è molto da lavorare ancora». Ma con l’impegno a «fare in modo che ogni giorno, nella nostra preghiera, ci sia spazio per coloro che hanno subito abusi e per coloro che hanno sbagliato».

Tutti si mettono in ginocchio prima della benedizione eucaristica. La preghiera a Maria di san Paolo VI e il canto “La vera gioia” di monsignor Marco Frisina, fondatore e direttore del Coro diocesano, concludono la veglia. Insieme alla promessa di don Giulio Villa, il parroco, di organizzare ogni primo mercoledì del mese un’adorazione con le stesse identiche intenzioni.

19 novembre 2024