Rincaro degli asili nido, il Forum famiglie Lazio: «Inaccettabile»

La presidente Emma Ciccarelli: «È il momento di razionalizzare le spese». Ai candidati sindaco: «Mettano al centro politiche di equità fiscale»

La presidente Emma Ciccarelli: «È arrivato il momento di razionalizzare le spese». Ai candidati sindaco: «Mettano al centro politiche di equità fiscale»

È contenuto nel Documento unico di programmazione, che vincola la politica di spesa del Campidoglio per il prossimo biennio, il rialzo delle rette per gli asili nido comunali. Un aumento che concretizza quelli approvati nel 2014 dalla giunta Marino, che prevedeva la graduale progressiva revisione delle rette articolata su tre anni, che di fatto si traduce per le famiglie in conti più salati, fino a un più 200 euro all’anno per le fasce di reddito più alte. Una scelta che è figlia del piano di rientro di bilancio e del patto di stabilità, con il conseguente taglio di 180 milioni alla spesa corrente, ma che ha scatenato le proteste delle forze politiche, degli insegnanti, ma soprattutto dei genitori.

«In un Paese in cui il calo della natalità è vertiginoso, riteniamo inaccettabili politiche di rincaro degli asili nido. La maggiore attenzione alla gestione della spesa pubblica non può andare ulteriormente a discapito delle famiglie ormai stanche di continuare a fare da ammortizzatori sociali». È il commento della presidente del Forum famiglie Lazio Emma Ciccarelli, che denuncia la «fase di progressivo degrado e abbandono» che stanno vivendo gli asili nido di Roma Capitale. «Riteniamo che in questo momento storico – aggiunge – sia necessario dare segnali di incentivo alla natalità cercando di abbassare quanto possibile le quote dei servizi all’infanzia». Pena: la progressiva chiusura dei servizi. «Se continuano a non nascere più bambini – le parole di Cicciarelli – saranno a rischio i posti di lavoro di tante
educatrici e operatori dell’infanzia».

Per il Forum delle associazioni familiari del Lazio, «è arrivato il momento di razionalizzare le spese piuttosto che aumentare le rette. Se ci sono difficoltà nel mantenere i nidi di proprietà del Comune con spese di ordinaria e straordinaria manutenzione, forse fuori da ogni controllo; se ci sono difficoltà nella gestione del personale, ebbene si ponga un tetto alla gestione diretta dei nidi comunali trovando forme di convenzione che da una parte assicurino un più razionale controllo delle spese e dall’altro una retta a portata di famiglia».

Problemi, questi, direttamente collegati alla natalità, per i quali la presidente Ciccarelli auspica l’impegno ad hoc di un assessorato alla Famiglia che metta in campo «politiche organiche e di crescita e non continue mortificazioni per le famiglie». Quindi un appello, in vista delle prossime elezioni: «I candidati sindaco mettano al centro delle loro azioni politiche di equità fiscale e organici servizi alla famiglia».

23 febbraio 2016