Roma Capitale lancia l’Sos ai privati: salviamo i tesori della città

Il commissario Tronca ha presentato il piano per la salvaguardia dei monumenti: 100 progetti offerti al mecenatismo, per un totale di 238 milioni

Il commissario Tronca ha presentato il piano per la salvaguardia dei monumenti: 100 progetti offerti al mecenatismo, per un totale di 238 milioni

«Per la fruizione, valorizzazione e conservazione del patrimonio culturale di Roma Capitale, serve una cifra stimata intorno ai 500 milioni. Oggi voglio presentare una proposta che ci auguriamo faccia il giro del mondo, che susciti un po’ di clamore per il bene di Roma». Il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, affiancato dal sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Presicce Parisi, ieri, martedì 24 maggio, ha lanciato dal Campidoglio un appello ai privati affinché investano risorse nella salvaguardia dei tesori della città eterna. «Si tratta di progetti dettagliati e meravigliosi», ha proseguito Tronca, cento dei quali sono già finanziabili: dalla rimozione del tratto stradale medievale e cinquecentesco di via Alessandrina, per citarne alcuni, alla riunificazione dei complessi archeologici dei Fori di Augusto e di Traiano; dal restauro di Villa Rivaldi a quello del Ludus Magnus, la più grande delle palestre gladiatorie di Roma. La Capitale col centro storico più grande del mondo – riconosciuto e tutelato dall’Unesco a partire dal 1980 – sa di poter contare sui mecenati, non fosse altro perché è una città suggestiva, ricca di scenografie di altri tempi che ricordano Papi e santi, gladiatori e condottieri, imperatori e artisti che hanno donato all’Urbe un tesoro archeologico e monumentale inestimabile.

Un patrimonio «che solo per la manutenzione ordinaria – ha spiegato Tronca – avrebbe bisogno di oltre 15 milioni di euro l’anno, così da rimettere a posto lo stretto indispensabile: sfalcio dell’erba, messa in sicurezza, ripristino dei lucernai». Quanto alle fontane, 80 di queste «hanno bisogno di urgente manutenzione per oltre 10 milioni di euro». E non è finita: «Servirebbe una programmazione pluriennale per consentire il regolare svolgimento dei bandi di assegnazione dei lavori per interventi di conservazione, conoscenza, valorizzazione e fruizione su monumenti disseminati in tutto il territorio della città, comprese le periferie, che così potrebbero essere molto valorizzate». Volendo fare un bilancio preventivo, per tutto questo occorrerebbero «oltre 171 milioni, a cui si sommano i 238 milioni dei macro progetti che offriamo al mecenatismo». L’ex prefetto di Milano sta lavorando per legare l’immagine di Roma alla sua primaria storia, allontanando – per quanto è possibile – l’associazione con Mafia Capitale.

«Al mio insediamento – ha ricordato Tronca – avevo tenuto per me la delega della Cultura proprio per dare il segnale di attenzione che Roma merita: anche il più piccolo monumento che lasciamo in abbandono fa male due volte. La prima perché è una ferita aperta, la seconda perché se è chiuso è tolto ai romani e turisti». Dal 2012 gli interventi per restauri e manutenzioni – pari a 15 milioni di euro – sono stati tutti a costo zero per l’amministrazione: un bel vantaggio, «in un momento storico – è stato detto – in cui i bilanci pubblici non consentono di farsi carico completamente delle manutenzioni e ristrutturazioni degli innumerevoli siti da proteggere». Sono così tornati all’antico splendore: la Fontana di Trevi e le Quattro Fontane (grazie al contributo della Maison Fendi), la Fontana del Babuino, una delle più note statue parlanti di Roma (Brioni), l’illuminazione dei Fori Imperiali ideata dal premio Oscar Vittorio Storaro (Unilever, Acea) e la navata della Basilica Ulpia al Foro di Traiano, la più grande esistente a Roma e l’ultima a essere costruita (Alisher Usmanov).

25 maggio 2016