Roma ricorda Edoardo Mangiarotti, l’italiano più medagliato alle Olimpiadi

Ai Giochi vinse 6 ori, 5 argenti e due bronzi, oltre a 26 titoli mondiali. Il Coni gli intitola l’aula “bunker” utilizzata per i processi ai terroristi. Malagò: «Un atleta simbolo»

Roma ha ricordato i 100 anni dalla nascita di Edoardo Mangiarotti, l’atleta italiano che ha conquistato più medaglie ai Giochi olimpici. Il Coni ha intitolato allo schermidore una palazzina, e non una qualsiasi, come spiega il presidente Giovanni Malagò: «Questa è stata l’aula bunker per i processi sul terrorismo. Ora porta il nome di un atleta simbolo dello sport italiano. È il miglior modo per ricordarlo. Viva lo sport».

La figlia Carola, anche lei schermitrice (Montréal 1976 e Mosca 1980), scopre martedì 16 aprile la riproduzione del padre e la targa che ne ricorda i successi. L’atleta italiano, che ha conquistato più medaglie ai Giochi olimpici, ottenne a Berlino, a 17 anni, il primo oro. Ha partecipato a cinque edizioni: fino a Roma 1960, dove ha vinto l’ultimo oro e ha fatto da portabandiera per la seconda volta, anche questo un record. La prima fu nel 1956 a Melbourne.

Tredici medaglie: sei ori, cinque argenti e due bronzi, 26 titoli mondiali. Una famiglia di schermidori: lo erano il padre Giuseppe e i fratelli Mario e Dario, anche lui olimpionico. La stanza è gremita. Oltre a Diana Bianchedi, ci sono Manuela Di Centa, Raimondo Cappa, vice presidente Amova (Associazione Medaglie d’Oro al Valore Atletico), di cui Mangiarotti fu presidente, e il consigliere Roberto Buccione, per 13 anni presidente dell’Asd Frascati Scherma. «Abbiamo formato campioni come Valerio Aspromonte e Ilaria Salvatori, entrambi oro nel fioretto a squadre a Londra 2012». Inoltre il generale Giovanni Gola, già comandante del Centro sportivo della Guardia di Finanza, Franco Carraro e molti altri.

Carola Mangiarotti è felice: «Ringrazio il presidente Malagò e tutti voi. Mi emoziona vedere queste foto. La sua stella è già nella Hall of fame e questa palazzina è un ulteriore riconoscimento al suo operato. Ha partecipato alle Olimpiadi per 24 anni. Ha seguito le altre da spettatore, mancando solo quelle del 2012. Ma il suo insegnamento accompagnerà ogni atleta».

La commemorazione era iniziata poche ore prima in Campidoglio. Lungo la salita che conduce al Campidoglio si affaccia un giardino dove due stele ricordano Edoardo Mangiarotti e i campioni dell’Olimpiade di Berlino 1936. Carola Mangiarotti è con il presidente della Federazione Italiana Scherma Giorgio Scarso, il segretario generale Marco Cannella, il presidente regionale Fis Lazio Claudio Fontana, il vice presidente Domenico Guarneri e i due consiglieri Sergio Ostile e Gianluca Casale. Enrico Stefàno, vice presidente vicario dell’Assemblea capitolina, in rappresentanza del sindaco di Roma, Virginia Raggi, ricorda «Mangiarotti, e i compagni di squadra di Berlino, come campione di stile e di vita. È una figura simbolo. Lo sport è sempre occasione di crescita e metafora della vita. È bene ricordare chi ci ha dato, attraverso questi campioni del passato, un esempio per il futuro». Insieme depongono una corona di fiori a nome della scherma italiana.

17 aprile 2019