“Sally”, l’importanza di riconciliarsi con la propria storia

Al centro della canzone di Vasco Rossi l’esperienza di una donna che guarda alla propria vita con occhi nuovi nonostante le sconfitte e i dolori vissuti

«Quando diventa bella la vita? Quando si inizia a pensare bene di essa, qualunque sia la nostra storia», sottolineava Papa Francesco a una recente udienza generale. Pensare bene della vita nonostante le sconfitte e i dolori, i fallimenti e le cadute, i soprusi e le ingiustizie. Un invito a guardare alla propria esistenza con occhi nuovi.

Ci ha fatto venire in mente “Sally”, la storia di una donna che Vasco Rossi racconta nel 1996 con parole che lasciano nel mistero i perché di questa donna, le sue sconfitte e i suoi fallimenti, e con un arrangiamento che lascia una emozione forte in chi la ascolta. «Sally ha patito troppo, Sally ha già visto che cosa ti può crollare addosso, Sally è già stata punita per ogni sua distrazione, debolezza, per ogni candida carezza».

Sally è un po’ anche Vasco, confessò l’autore. Ma Sally, in fondo, è un po’ anche ognuno di noi. Ciascuno alla ricerca di una pace interiore, di una riconciliazione con la propria storia che a volte vorremmo fosse stata diversa. «Allontanandosi dalle pieghe amare del suo cuore – ha detto Papa Francesco -, l’uomo ha bisogno di fare pace con ciò da cui fugge. È necessario riconciliarsi con la propria storia, con i fatti che non si accettano, con le parti difficili della propria esistenza. La vera pace, infatti, non è cambiare la propria storia ma accoglierla, valorizzarla, così com’è andata».

Ecco allora Sally e la sua disperazione che cambia volto. Fino a quella frase, «la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia», ormai famosa, diffusa ovunque, dilagante sui social, l’abbiamo vista tatuata sul braccio da una ragazza. Vuol dire che l’autore ha colto nel segno. «Sally cammina per la strada leggera / Ormai è sera / Si accendono le luci dei lampioni / Tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni / Ed un pensiero le passa per la testa / Forse la vita non è stata tutta persa / Forse qualcosa s’è salvato / Forse davvero non è stato poi tutto sbagliato / Forse era giusto così / Forse ma, forse… ma sì».

 

2 ottobre 2018