Salute mentale, Rocca: «Stiamo intervenendo con misure concrete»

Il presidente della Regione Lazio annuncia un piano «mai visto negli ultimi 20 anni»: 14mila assunzioni – oltre 800 per il comparto -, per un investimento di 600 milioni di euro

Nel Lazio, dopo la pandemia di Covid-19, gli accessi dei giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni ai Dipartimenti per la salute mentale sono aumentati del 45%. È quanto emerso da un’indagine condotta dalla Uil del Lazio, che ha preso in esame dati estrapolati tra le scuole superiori e i Dipartimenti di neuropsichiatria di Asl e ospedali di Roma e del resto della regione. A commentare questi dati – preoccupanti – è il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, intervistato da Roma Sette in vista della Giornata della salute mentale del prossimo 10 ottobre.

Presidente, quanto ha influito la pandemia di Covid-19 sulle patologie psichiatriche?
Sono molto lieto di poter parlare di questi temi che hanno caratterizzato anche la mia vita passata ai vertici della Croce rossa. La pandemia di Covid-19 ha fatto da detonatore a quella che possiamo considerare una vera e propria emergenza. Noi stiamo intervenendo con misure concrete che diano la misura di una presenza delle istituzioni nella vita dei malati e delle loro famiglie. Non c’è nulla di peggio che la solitudine, per chi si trova a vivere e ad affrontare una condizione di disagio psichico. Stiamo compiendo passi in avanti, sia a livello nazionale che regionale. Purtroppo, la salute mentale, in questi anni, è stata largamente sottovalutata. Eppure, non c’è salute senza salute mentale.

Tra gli aspetti più critici in molti segnalano la mancanza di personale nelle strutture pubbliche. Sono previste nuove assunzioni?
Abbiamo varato un piano mai visto negli ultimi 20 anni: 14mila nuove assunzioni per l’intero servizio sanitario regionale, per un investimento di oltre 600 milioni di euro. Sono oltre 800 le nuove assunzioni, stabilizzazioni e personale in vista del Giubileo, esclusivamente dedicate al comparto della salute mentale. Medici psichiatri, psicologi, neuropsichiatri infantili, tecnici della riabilitazione psichiatrica, educatori, logopedisti e altro personale specializzato rafforzeranno i nostri Dsm e la sanità del territorio.

Secondo l’Istituto superiore della sanità, solo nel Lazio sono 1,5 milioni le persone che soffrono di disturbi mentali. La Regione, però, si posiziona al di sotto della media italiana, destinando alla salute mentale solo il 2,7% del Fondo sanitario regionale. Come si può intervenire sul territorio per arginare il problema?
Abbiamo ereditato una mancanza di programmazione a fronte di dati davvero inquietanti. Sappiamo che più di una persona su quattro nel Lazio soffre di disturbi mentali. Chi ci ha preceduto non ha investito le risorse sufficienti: il 2,7% del Fondo sanitario regionale, una percentuale del tutto inadeguata. La giunta che presiedo ha subito invertito la rotta stanziando, ad esempio, 15 milioni di euro per sostenere e potenziare l’importanza del ruolo dei caregiver. Sarà fondamentale, poi, lavorare a una maggiore integrazione tra i Dipartimenti di salute mentale ospedalieri e i Distretti territoriali, per una psichiatria di comunità che sappia prendere in carico tempestivamente i pazienti. Inoltre, stiamo lavorando sulla comunicazione e su una corretta informazione: la salute mentale non può più patire uno stigma sociale anacronistico e dannoso. Di disturbi psichiatrici si deve parlare, offrendo risposte e terapie a chi ne ha bisogno. Stiamo sperimentando anche soluzioni innovative. All’ospedale di Colleferro, ad esempio, sta per essere lanciata una app, “Converge”, che monitorerà da remoto il follow-up del paziente psichiatrico segnalando umori, stati d’animo e sintomi dei malati. È un piccolo tassello di un problema più vasto, ma certamente siamo sulla giusta direzione. Saremo sempre accanto a chi soffre e a chi cerca quotidianamente di sostenere i malati psichiatrici, siano essi medici, psicologi e familiari.

8 ottobre 2024