«Sentiero lavoro»: al Torrino progetto per la disoccupazione

Creato un sito sul quale far incontrare domanda e offerta. Nei locali della parrocchia un ufficio con pc e internet per seguire corsi di formazione on-line

Creato un sito sul quale far incontrare domanda e offerta. Nei locali della parrocchia un ufficio con pc e internet per seguire corsi di formazione on-line 

Non solo un incontro tra domanda e offerta di lavoro ma un sostegno, anche morale e psicologico, per affrontare la perdita dell’occupazione. Nasce con questi obiettivi «Sentiero Lavoro», il progetto ideato nella parrocchia San Giovanni Battista de La Salle, al Torrino. «Volevamo creare un luogo fisico e virtuale per mettere in contatto le persone, per incontrarsi e formarsi», spiega il parroco, don Massimiliano Nazio. Il progetto, infatti, ha dato vita al sito internet www.sentierolavoro.it, dove chiunque può inserire la sua domanda o la sua offerta di lavoro. Poi, all’interno dei locali parrocchiali, è nato un ufficio, dotato di scrivanie e pc, dove chi vuole può seguire corsi di formazione on line, cercare lavoro, offrire il suo contributo.

Ad organizzare il tutto, un gruppo di volontari che settimanalmente s’incontrano e seguono le persone che a loro si rivolgono: «Abbiamo fatto i primi passi cercando di capire se, effettivamente, un tema come questo poteva creare aggregazione e interesse all’interno di una parrocchia – spiega Ernesta, una delle volontarie -. Gli ambiti nei quali vogliamo muoverci sono tanti e questo richiede un impegno importante. Abbiamo già ricevuto diverse domande, tramite il sito ma anche con il passaparola, e stiamo valutando le opportunità che possono emergere».

Il sito, al momento, accoglie solo domanda e offerta ma l’intenzione è quella di farlo diventare un portale sul mondo del lavoro, creando una rete anche con altri soggetti. L’obiettivo però non è solo aiutare chi è in cerca di occupazione: «Chi perde il lavoro rischia di cadere in depressione, perché si sente improvvisamente inutile – afferma don Massimiliano -. Per questo è importante curare anche l’aspetto psicologico, far capire alle persone che non sono sole. Abbiamo avuto il caso di un 53enne rimasto improvvisamente senza occupazione. Venendo in parrocchia, ha iniziato prima a fare volontariato, poi il catechismo. Quindi ha trovato quattro piccoli lavoretti che lo hanno tenuto occupato. A un anno e mezzo dal suo licenziamento ha trovato lavoro a tempo indeterminato presso un’azienda. Tenersi attivo l’ha aiutato a fare nuove esperienze e, soprattutto, a non perdersi, facendosi trovare pronto per la nuova occupazione». All’interno della parrocchia sono già operativi uno sportello psicologico e uno legale. Realtà consolidate che offriranno il loro contributo al progetto.

«Le persone che finora ci hanno contattato – spiega Ernesta – sono in una fascia medio-alta di esperienza in diversi campi. Hanno lavorato anche per grandi aziende, hanno diversi anni di lavoro alle spalle e ora si ritrovano senza alcun punto di riferimento. Non è solo il problema del lavoro ma ritrovare un ruolo nella società. Chi raccoglie le domande si accorge di questo. Io ho attraversato un’esperienza di questo tipo. Non è stato facile ma l’ho affrontata e metabolizzata. Il nostro obiettivo è porre l’attenzione sul valore della persona in quanto tale, perché essa è il fulcro. Il lavoro è solo un tassello. Non è più un noi e voi, il nostro progetto vuole essere un unico, grande “noi”».

 

20 aprile 2015