Servizio civile, 125.286 i giovani candidati: «Numero altissimo»

Erano 85.552 per il bando 2019 e 120mila per quello 2018. Le domande sono più del doppio dei posti. Cnesc: «Dimostrazione della disponibilità a impegnarsi»

È scaduto il 17 febbraio alle 14 il termine per la presentazione delle domande di candidatura per uno dei 55.793 posti di servizio civile universale. Il bando, pubblicato lo scorso 21 dicembre e prorogato una prima volta al 15 febbraio e poi, a causa dell’ampia richiesta, appunto al 17 febbraio, vede 125.286 giovani candidati, un dato in aumento rispetto agli 85.552 del Bando 2019 e ai 120mila di quello del 2018. Bisogna risalire fino al 2015, quando le domande di candidatura furono 148.501 per trovare un dato così alto, anche se in questo caso era a fronte di soli 36.005 posti disponibili. Va anche ricordato come dal bando 2019 le domande possono essere presentate utilizzando, direttamente dal pc, dal tablet o dallo smartphone, la piattaforma DOL (Domanda On Line) con l’accesso tramite Spid, il Sistema pubblico di identità digitale.

«Tra le domande di partecipazione  – specifica il dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale – 12.935 si riferiscono a progetti finanziati dal PON-IOG Garanzia Giovani, che mette a disposizione complessivamente 6.748 posti in 9 regioni. Numeri importanti – le domande sono più del doppio dei posti messi a bando – che dimostrano il grande entusiasmo dei giovani per un istituto che quest’anno compie vent’anni (il prossimo 6 marzo, ndr) e che rappresenta un grande valore per il nostro Paese». I giovani che «hanno manifestato dubbi o chiesto informazioni sono stati accompagnati in tutti i momenti della compilazione e della presentazione della domanda dal personale del dipartimento. Oltre 6mila le mail inviate alla casella di posta dedicata, alle quali è stata data risposta in tempi brevissimi; centinaia e centinaia le telefonate ricevute dall’Urp per avere chiarimenti ed assistenza per la partecipazione al bando», conclude la nota del dipartimento.

Anche la Cnesc (Conferenza nazionale degli enti di servizio civile) sottolinea come quello delle candidature arrivate sia «un numero altissimo a ennesima dimostrazione della disponibilità dei giovani a impegnarsi. Alto numero di domande significa anche forte varietà di condizioni sociali, culturali, territoriali dei giovani che prendono sul serio l’obiettivo del Servizio civile universale – prosegue la nota dell’associazione dei principali enti di servizio civile in Italia -. Il Scu ancora una volta raccoglie l’entusiasmo dei giovani, la loro voglia di darsi da fare, di contribuire a costruire una società più giusta, inclusiva e resiliente, di non perdere l’opportunità di essere protagonisti attivi nei territori dopo un anno di pandemia che ha fortemente condizionato e limitato le esperienze formative e relazionali».

Nei giorni della richiesta della fiducia del nuovo presidente del Consiglio Mario Draghi al Parlamento, per la Cnesc tutto questo «è un messaggio esplicito al nuovo governo e di cui la nuova autorità politica delegata al Servizio civile sarà chiamata a farsi carico. Da tempo ci sono proposte per l’ampliamento e la stabilizzazione del numero di posti messi a bando annualmente, cui vanno affiancate consistenti innovazioni nel processo di stesura e deposito di programmi e progetti e un forte investimento nell’azione di monitoraggio e controllo da parte del dipartimento e, nei modi previsti dal D.Lgs. 40/2017, delle Regioni e pubbliche amministrazioni. Come CNESC – conclude la nota stampa –  avvertiamo, più di sempre, la responsabilità in questa specifica fase della vita del Paese di accogliere i giovani e di servire le comunità». (Francesco Spagnolo)

19 febbraio 2021