Shevchuk: grati a Dio «per ogni persona salvata a Mariupol»

L’arcivescovo maggiore di Kev dedicata un pensiero alle evacuazioni dei civili dalla città portuale. «Si tratta solo dell’inizio. Altre decine di migliaia attendono di essere salvati»

69° giorno di guerra, ieri, 3 maggio, per l’Ucraina. E da Kiev, nel video messaggio quotidiano, è arrivato il pensiero dell’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk – capo della Chiesa greco-cattolica ucraina – per la città martire di Mariupol. «Ringraziamo Dio per ogni persona salvata ma comprendiamo che si tratta solo dell’inizio – le sue parole -. All’Azovstal, ormai famosa in tutto il mondo, ci sono altre decine di migliaia di persone che aspettano di essere salvate».

Il riferimento del presule è all’acciaieria nella quale, insieme ai militari del battaglione Azov, sono rifugiati diversi civili, che hanno trovato qui riparo dalle bombe. «La nostra gente sta sanguinando – prosegue Shevchuk – ma difende l’indipendenza della sua patria. Aspri combattimenti sono in corso nell’Est e nel Sud dell’Ucraina. L’intensità di quei combattimenti è difficile da confrontare con altre circostanze simili che non esistevano dopo la fine della seconda guerra mondiale». L’arcivescovo riconosce che «entrambe le parti subiscono gravi perdite militari ma sfortunatamente – aggiunge – il nemico non abbandona i tentativi di attaccare l’Ucraina per poter conquistare nuovi terreni. L’Ucraina si difende, e lo fa con un certo successo. Noi preghiamo il Signore Dio affinché  Egli Stesso, con la Sua potenza, difenda l’Ucraina».

Da ultimo, l’aggiornamento sulla situazione sul campo. «Questa notte è stato lanciato un nuovo attacco missilistico sulle regioni di Odesa e di Dnipropetrovsk – rende noto il capo della Chiesa greco-cattolica -. Il terrorismo missilistico continua. Tutti preghiamo per l’evacuazione dei civili da Mariupol. Ma l’Ucraina resiste. L’Ucraina lotta. E sorprende il mondo».

4 maggio 2022