Su un sito maliano la prima foto di padre Maccalli dopo la liberazione

Il superiore Sma per l’Italia: «I familiari lo hanno sentito bene». Il 9 ottobre il rientro a Roma. Sant’Egidio: «Continuiamo a pregare per i sequestrati»

Diffusa da un sito maliano – maliweb.net – la prima foto di padre Pier Luigi Maccalli dopo la liberazione: coperto dalla mascherina, la barba folta e lunga, come sempre. Liberati insieme a lui anche il turista italiano Nicola Chiacchio e altri due ostaggi, la cooperante francese Sophie Pétronin e un ex ministro del Mali, Soumaila Cisse, ritratti con lui nella foto.

Raggiunto dall’Agenzia Sir, padre Ceferino Cainelli, superiore provinciale per l’Italia della Società delle Missioni Africane (Sma) a cui padre Maccalli appartiene, riferisce che «i familiari hanno potuto parlare con padre Gigi ieri, lo hanno sentito bene: ora aspettano di riabbracciarsi». L’arrivo a Roma è previsto per il pomeriggio di oggi, 9 ottobre. «Resta un’ultima conferma dalla Farnesina, ma dovrebbe essere così», afferma padre Cainelli.

Pier Luigi Maccalli era stato rapito nella notte tra 17 e 18 settembre 2018 dalla sua missione a Bomoanga, nella diocesi di Niamey, in Niger. Una liberazione, la sua, che ha suscitato immediate reazioni, in Italia e non solo. Tra queste anche quella della Comunità di Sant’Egidio, che si congratula «con quanti hanno operato per la liberazione» del missionario e degli altri ostaggi. «In tanti Paesi africani – scrivono dalla Comunità – i missionari svolgono un’opera preziosa a fianco dei più poveri e dei malati: la loro è una presenza europea amica e gratuita nel continente africano, che rischia di affievolirsi a causa delle difficili condizioni in cui si trovano a operare. Rimane alta la preoccupazione per quanti, in diverse parti del mondo, si trovano ancora nelle mani dei rapitori e per cui la Comunità di Sant’Egidio continua a pregare, auspicando un rapido ritorno a casa».

Un «grande grazie per la bellissima notizia» arriva anche dal vescovo di Niamey – dove padre Maccalli era in missione – Laurent Lompo. «Noi sacerdoti, religiosi e religiose e delegati laici della diocesi di Niamey siamo riuniti nell’assemblea di inizio anno pastorale. Tutto sta andando tutto bene e questa mattina siamo tutti felici di apprendere della liberazione di nostro fratello Gigi», afferma. Il vescovo riferisce anche che «ieri abbiamo parlato molto di lui attraverso la testimonianza dei fedeli che sono a Bomoanga», nella sua missione. Ringraziando quindi quanti «hanno aiutato a liberare questi ostaggi», il vescovo annuncia anche un incontro con le autorità italiane a Niamey e con il governo del Miger, «con cui ho collaborato molto nel processo di rilascio di Gigi». E dopo un ringraziamento alla Sma aggiunge: «Dopo l’emergenza coronavirus farò un giro in Italia per salutare in particolare il vescovo di Crema e la famiglia di Gigi».

9 ottobre 2020