Sud Sudan, l’impegno di volontari, medici e infermieri
Dal direttore del Cuamm don Dante Carraro «riconoscenza e ammirazione» per quanti continuano a spendersi per la popolazione
Dal direttore del Cuamm don Dante Carraro «riconoscenza e ammirazione» per quanti continuano a spendersi «con dedizione e coraggio» per la popolazione
«La nuova fase di instabilità che sta attraversando il Sud Sudan, coinvolgendo soprattutto la capitale Juba, sta ulteriormente aggravando la già fragile situazione economica e sociale e rischia di compromettere le poche sicurezze che gli accordi di pace avevano posto come garanzia per tutta la comunità internazionale, soprattutto i donatori». A parlare è don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, che all’Agenzia Fides dichiara: «Mi faccio vivo con voi in maniera diretta e personale per condividere quanto stiamo vivendo in Sud Sudan, in particolare a Juba, la Capitale».
Il direttore del Cuamm assicura il costante contatto con l’Unità di Crisi della Farnesina, «che sta monitorando la situazione e valutando opportunità di evacuazione per i connazionali qualora la situazione degenerasse e comunque nel momento in cui l’aeroporto di Juba fosse operativo». Esprime comunque profonda «riconoscenza e ammirazione verso i volontari, medici, infermieri, amministrativi e logisti, italiani e africani, che sono sul posto e continuano a spendersi con dedizione e coraggio a fianco della popolazione sud sudanese. Siamo fiduciosi – prosegue – che anche in questa circostanza le parti che si stanno contendendo possano trovare un accordo che, per quanto instabile, consenta al Paese di acquisire un certo equilibrio e, quindi, permettere l’erogazione degli aiuti internazionali per venire incontro alle tante necessità della popolazione ormai stremata».
13 luglio 2016

