Sui migranti superare la logica dell’emergenza

Si è svolto alla Pontificia accademia della Scienza l’incontro di 80 sindaci chiamati a discutere sui rifugiati. Raggi: «Intervenire su periferie»

Si è svolto alla Pontificia accademia della Scienza l’incontro di 80 sindaci chiamati a discutere sui rifugiati. Raggi: «Intervenire su periferie» 

«Ringrazio innanzitutto Papa Francesco per questa iniziativa, che è un’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse bisogno, del grande ruolo di stimolo e di persuasione morale del suo pontificato sui temi di carattere sociale e umanitario». Con queste parole Virginia Raggi, sindaco di Roma, ha aperto i lavori dell’incontro di 80 sindaci chiamati a raccolta dalla Pontificia accademia delle Scienze, il 9 e il 10 dicembre, sul tema: “Europa: i rifugiati sono nostri fratelli e sorelle”.

«È nostro compito intervenire anche sul disagio delle periferie – ha continuato Raggi -, troppo spesso abbandonate, dove si rischia di assistere ad una guerra tra gli ultimi: Roma vuole fare la sua parte nell’accoglienza». Per Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, i migranti «non sono persone pericolose, sono persone in pericolo»: «Vogliamo un’Europa dell’austerità, del fiscal compact, del pareggio di bilancio, del denaro, della moneta unica? Vogliamo un’Europa dall’effetto collaterale dei muri e dei respingimenti? O vogliamo un’Europa dei popoli, delle comunità, della giustizia e dell’uguaglianza sociale?».

«Le città di mare – ha proseguito a proposito del ruolo di Napoli – non sono mai respingenti, perché chi guarda il mare guarda verso l’infinito. A Napoli c’è tanta gente senza lavoro, tanta gente senza casa, ma mai nessuno che mi abbia detto: ‘Cacciali via!’».

«A Palermo non abbiamo migranti: chiunque arriva a Palermo, per una decisione del sindaco, diviene palermitano e solo ‘ex’ migrante. Spero un giorno di essere arrestato perché proteggo un clandestino». A lanciare la provocazione è stato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. «Basta guerre, basta razzismo, basta morte», l’appello di Ada Colau, sindaco di Barcellona e promotrice del Summit: «Le persone rifugiate non solo non sono un peso, ma sono venute a salvare noi, sono la nostra speranza di fronte a un’Europa i cui valori fondativi sono entrati profondamente in crisi, di fronte al populismo xenofobo e al nazionalismo egoista».

Duro il sindaco di Lisbona, Fernando Medina, che si è scagliato contro l’assenza di volontà politica e ha ricordato come in passato alcuni Stati europei abbiano accolto grandi numeri di rifugiati. «Il nostro continente o è l’Europa dell’accoglienza e della democrazia o semplicemente non è Europa», ha denunciato Spyros Galinos, sindaco di Lesbo, che insieme a Giusi Nicolini di Lampedusa è uno dei più impegnati nelle emergenze e nel primo soccorso di chi arriva sulle coste europee. A offrire «buone pratiche» nei confronti dei richiedenti asilo sono stati, tra altri, i sindaci di Ginevra, Berlino, Dresda, Valencia e Madrid.

 

12/12/2016