Il patto è stato siglato tra il Cda e i sindacati. I 182 lavoratori di coro e orchestra manterranno il posto. Una parte dello stipendio accessorio verrà congelata a tutti i dipendenti nel biennio 2015-2016
È stato raggiunto nella tarda nottata di lunedì 17 il patto che salva il coro e gli orchestrali dell’Opera di Roma. Una pace, siglata tra il Cda del Teatro e i sindacati, che porta con sé una clausola che taglierà gli stipendi accessori di tutti i lavoratori dell’ente, musicisti e tecnici. Un «taglio a termine» relativo ai soli anni 2015 e 2016. «Sono contento perché siamo riusciti a salvare 180 posti di lavoro – ha commentato Paolo Terrinoni della Cisl – ma c’è il rammarico di aver firmato un accordo quando a luglio era stato firmato un piano di risanamento che avrebbe consentito di non togliere nemmeno un euro ai lavoratori».
Il sovrintendente Carlo Fuortes potrà quindi contare un risparmio di 3 milioni di euro per il deficit dell’Opera, ma allo stesso tempo dovrà garantire almeno 138 spettacoli nella stagione che inizierà il 27 novembre con “Rusalka”. Ma il pensiero del sovrintendente e del sindaco Ignazio Marino va adesso al maestro Riccardo Muti, che a settembre rinunciò a dirigere “Aida” e le “Nozze di Figaro”, aprendo, di fatto, la crisi del Costanzi.
«Raggiunto l’accordo al Teatro dell’Opera, un successo per tutta la città. L’Opera può tornare al lavoro con serietà e serenità». Così il sindaco di Roma Ignazio Marino, presidente del Cda della Fondazione, che spera «che questo possa convincere anche il Maestro Muti col tempo, a rivedere le sue decisioni». «L’obiettivo che ci eravamo proposti dopo la crisi determinata dagli scioperi dell’estate e dalla decisione del maestro Muti di lasciare la direzione delle opere già in cartellone era quella di assicurare la vita dell’Opera e garantirne il rilancio – ha detto Marino -. Per fare questo era necessario raggiungere il pareggio di bilancio e agganciare la legge Bray».
«Il risultato raggiunto permette di guardare al futuro evitando l’esternalizzazione. Ora tutti, dal Cda all’orchestra e tutti i dipendenti devono lavorare perché l’Opera di Roma possa guardare a traguardi e successi sempre più grandi, anche al di là dei confini italiani – ha affermato il sindaco -. Per questo risultato ringrazio il sovrintendente Carlo Fuortes, le organizzazioni sindacali e l’assessore Marinelli che hanno lavorato con la massima apertura per il suo raggiungimento».
19 novembre 2014

