Teilhard de Chardin e la «saldatura tra materia e spirito»

L’incontro dedicato al “pensatore inquieto”, a 70 anni dalla morte. Spadaro: «Scienziato, teologo e poeta». Trianni (Gregoriana): «Insegna ad attraversare il mondo per giungere a Dio»

Un episodio legato alla sua infanzia permette di intravedere in nuce, ma allo stesso tempo in modo chiaro, lo spirito che ha animato la vita e il pensiero di Pierre Teilhard de Chardin. Infatti quando aveva «6 o 7 anni, riconoscendo qualcosa che brillava nel cuore della materia, si innamorò di un bullone di ferro». A riferirlo, volendo esplicitare la capacità dello scienziato e teologo gesuita francese di «tenere insieme la scienza e l’alta spiritualità», è stato ieri sera, 2 aprile, padre Antonio Spadaro, sottosegretario del dicastero per la Cultura e l’educazione. Intervenendo all’incontro culturale “Teilhard de Chardin 70 anni dopo. La riscoperta di un pensatore inquieto”, organizzato nella libreria dell’editore San Paolo di via della Conciliazione, Spadaro ha spiegato che è «in questa saldatura tra materia e spirito» che sta l’attitudine di Teilhard de Chardin a «unire la profonda scienza con l’alta spiritualità», frutto di «uno sguardo realistico» che non si priva della «capacità di immaginazione», a dire che Teilhard de Chardin «non è solo uno scienziato e insieme un teologo ma anche un poeta – sono ancora le parole di Spadaro -, che proprio parlando forse quella che è e sarà la lingua del futuro, dice di un’evoluzione spirituale che però lo mette sempre a contatto con la realtà».

All’evento promosso dalla Libreria editrice vaticana e dall’editrice Queriniana e moderato dal direttore dell’Osservatore Romano Andrea Monda, ha preso parte anche padre Stefano Visintin, abate dell’abbazia di Praglia, nel padovano, oltre che fisico nucleare e autore di “E Dio disse: sì alla scienza! Il pensiero mistico e spirituale di Teilhard de Chardin”, edito dalla Queriniana. «L’interconnessione tra materia e spirito» è al centro della riflessione del pensatore francese», ha illustrato il religioso evidenziandone l’attualità, perché «noi stessi ci riscopriamo parte di quella natura che noi siamo quale creazione che diventa coscienza di sé e che è chiamata a intervenire per orientarla, alla luce di un’etica, cioè avendo consapevolezza di dove andiamo e verso dove ci muoviamo».

Teilhard De Chardin, ha chiarito ancora Visintin, «riconosce una dimensione psichica alla materia per mostrare che non c’è una grande separazione» laddove «lo Spirito emerge dalla natura» in quanto «Dio, puro Spirito, non si allontana di molto da sé nel creare la natura stessa» e per questo «per trovare lo Spirito non bisogna staccarsi dalla realtà ma andare in essa in profondità». In questo, con la sua intuizione Teilhard de Chardin è stato un grande anticipatore di quello che «le scoperte recenti della fisica dimostrano e cioè che dietro la materia c’è solo energia organizzata», ha detto ancora l’abate, sottolineando che «la coscienza è irriducibile ed è da sempre presente e noi la vediamo quando la realtà materiale diventa particolarmente complessa».

L’elemento della complessità è stato preso in esame in relazione a Teilhard de Chardin anche da Mercè Prats, storica del Laboratorio di studi sui monoteismi di Parigi, conosciuta a livello internazionale per i suoi studi sulla vita e l’opera del gesuita francese. L’interesse «che si rinnova per questo pensatore» a 70 anni dalla sua morte, avvenuta a New York il 10 aprile 1955, il giorno di Pasqua, è da ricercarsi nella «crisi ecologica e nel tempo della complessità che stiamo vivendo e che ci fa tornare sui suoi temi», perciò viene «ripreso e riletto», ha constatato Prats, autrice per la Lev di “Pierre Teilhard de Chardin. Una biografia”, che presenta la prefazione del cardinale José Tolentino de Mendonça.

Da parte sua, Paolo Trianni, teologo della Pontificia Università Gregoriana e curatore del libro “Rileggere Teilhard de Chardin. Una teologia promettente per il domani”, dell’editrice  Queriniana, ha osservato come «lo spunto innovativo che Teilhard de Chardin ha dato alla teologia è il concetto di mondo come evoluzione di cui io sono parte». In particolare, lo studioso ha spiegato che «lui insegna ad attraversare il mondo per giungere a Dio. Per questo devo starci dentro: perché il mondo è il luogo dove l’uomo si può santificare», laddove «la verità non sta nel mondo ma questo mondo è destinato escatologicamente e proiettato verso l’Omega», ha concluso Trianni.

3 aprile 2025