Telefono Rosso: sos per mamme

Trent’anni di attività per il servizio telefonico della Cattolica sui rischi in gravidanza. Un’azione per la prevenzione all’avanguardia, integrata nella rete dei servizi omologhi europei ed extraeuropei

Ha raggiunto i 30 anni di attività lo scorso dicembre il Telefono Rosso, il servizio di consulenza sui rischi in gravidanza promosso dal Centro studi per la tutela della salute della madre e del concepito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. È rivolto a future e neo-mamme ma anche a medici di base, farmacisti o altri operatori sociosanitari e risponde, al costo della sola telefonata, al numero 06.3050077 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13. Nato col sostegno della Regione Lazio, opera a tutela della vita nascente grazie a una linea telefonica dedicata alla consulenza preconcezionale e alla maternità «offrendo informazioni e chiarimenti “a domicilio” per la prevenzione dei difetti congeniti del neonato – spiega Marco De Santis, ginecologo perinatale del Policlinico Agostino Gemelli e responsabile di Telefono Rosso – e una valutazione di quei fattori che possono causare malformazioni dell’embrione».

La consulenza viene effettuata da medici specializzati in ostetricia e ginecologia con particolari competenze nel campo della medicina prenatale, delle gravidanze a rischio e della teratologia clinica. La valutazione di eventuali effetti dannosi sul feto o sulla madre consente una significativa azione preventiva «anche rispetto all’interruzione volontaria di gravidanza, perché qualificando e quantificando il tipo di rischio – chiosa ancora il medico – si rende consapevole la donna dei reali pericoli per la gestazione, indirizzandola verso procedure di diagnosi o terapie». Tutte le gravidanze presentano, infatti, un rischio naturale di difetti congeniti, pari al 5%, che può essere aumentato da agenti teratogeni fisici (quali le radiazioni), chimici (ossia i farmaci) e biologici (come i virus). «È proprio questo eventuale aumento che viene analizzato dagli operatori del servizio – illustra De Santis – e che è stato mediamente rilevato solo nel 16% delle consultazioni effettuate, consentendo a 8 su 10 delle pazienti che si sono rivolte al Telefono Rosso di proseguire serenamente la propria gestazione».

Per garantire una consulenza all’avanguardia, il Telefono Rosso «è integrato nella rete dei servizi omologhi, europei ed extraeuropei, con i quali esiste un rapporto continuo di scambio di informazioni, relative soprattutto alle problematiche più rare o nuove». Chi si rivolge al Telefono Rosso è «nella maggior parte dei casi una donna istruita, abituata a documentarsi – riferisce ancora il responsabile del servizio -, tante sono poi le future mamme che portano avanti una gravidanza in età più avanzata rispetto al passato e che, assumendo farmaci per patologie legate all’età, cercano conferme su posologia o sostituzione del farmaco stesso nel dubbio che possa interferire con la gestazione». Ma è a una categoria di gestanti che gli specialisti del Telefono Rosso dedicano un’attenzione speciale: «La depressione e la fragilità mentale colpiscono non solo dopo il parto ma anche nei primi mesi di gravidanza – sottolinea De Santis – e in queste situazioni sono tanti i farmaci cui si fa ricorso e rispetto ai quali è importante avere una consulenza» garantendo anche, laddove necessario, «un vero e proprio accompagnamento fatto di ascolto che non si esaurisce in una sola telefonata e che porta a reindirizzare le future mamme presso gli ambulatori del Policlinico per un sostegno psicologico».

30 gennaio 2019