A pochi giorni dall’inizio dell’incontro dei presidenti della Conferenze episcopali del mondo sul tema della protezione dei minori nella Chiesa, convocato da Francesco in Vaticano dal 21 al 24 febbraio, la Congregazione per la Dottrina della fede rende noti i risultati del processo al cardinale McCarrick. «In data 11 gennaio 2019, il Congresso della Congregazione per la Dottrina della Fede ha emanato il decreto conclusivo del processo penale a carico di Theodore Edgar McCarrick, arcivescovo emerito di Washington, D.C., con il quale l’accusato è stato dichiarato colpevole dei seguenti delitti perpetrati da chierico: sollecitazione in Confessione e violazioni del Sesto Comandamento del Decalogo con minori e adulti, con l’aggravante dell’abuso di potere, pertanto gli è stata imposta la pena della dimissione dallo stato clericale».

La Congregazione nella Sessione Ordinaria (Feria IV) del 13 febbraio ha esaminato gli argomenti presentati nel ricorso del ricorrente e ha deciso di confermare il decreto del Congresso. «Questa decisione – informa la Santa Sede – è stata notificata a Theodore McCarrick in data 15 febbraio 2019. Il Santo Padre ha riconosciuto la natura definitiva, a norma di legge, di questa decisione, la quale rende il caso res iudicata, cioè non soggetta ad ulteriore ricorso».

«Nessun vescovo, per quanto influente, è al di sopra della legge della Chiesa». È il commento che arriva dal cardinale Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale americana: «È un segnale chiaro – aggiunge – che nessun abuso sarà più tollerato». Nelle parole di DiNardo, la gratitudine a Papa Francesco per la sua decisione determinata nella direzione della guarigione della piaga dell’abuso, insieme all’invito alle vittime a denunciare e a contattare le forze dell’ordine e gli uffici predisposti nella diocesi per continuare questo percorso di riconciliazione, di cui la laicizzazione di McCarrick è «un piccolo passo, tra i tanti fatti e da fare».

Anche Joseph Tobin, arcivescovo di Newark dove McCarrick ha lavorato per 14 anni, ha espresso la sua inquietudine nel sapere che «un dirigente della Chiesa» ha agito in modo contrario alla fede cristiana e alla sua vocazione sacerdotale. «Il decreto ha un impatto non solo sull’arcidiocesi di Newar, ma su tutta la comunità cattolica in tutto il mondo», ha aggiunto, esprimendo profonda tristezza per «la riprovevole condotta del clero che ha violato la sacra fiducia dei fedeli e ha causato danni incalcolabili alle vite e al benessere delle vittime giovani e adulte». L’arcidiocesi di Newark ribadisce «l’impegno di mettere i sopravvissuti al centro della cura pastorale e di attivare percorsi di guarigione per le vittime», che saranno sostenute e supportate al di là del tempo trascorso dall’abuso.

Il commento dell’arcidiocesi di Washington – guidata da McCarrick fino al 2006, il cui attuale arcivescovo Donald William Wuerl si è dimesso lo scorso ottobre proprio per non aver vigilato sufficientemente sugli abusi commessi dal clero – è affidato a un comunicato stampa. «L’imposizione all’ex arcivescovo Theodore E. McCarrick dello stato laicale – si legge nel testo – sottolinea la gravità delle sue azioni. La nostra speranza e preghiera è che questa decisione aiuti il processo di guarigione per i sopravvissuti agli abusi e per coloro che sono delusi e disillusi da quanto fatto da McCarrick».

18 febbraio 2019