Tornata a San Marco Evangelista la Croce processionale trafugata

L’astile contenente la reliquia della Croce di Gesù recuperata dai carabinieri di Genova e consegnata nelle mani del cardinale De Donatis, che avviò da parroco l’iter di denuncia

Dopo oltre 18 anni, la Croce processionale della basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio ha fatto ritorno a casa, in occasione della Stazione quaresimale nella parrocchia di piazza Venezia, presieduta ieri, 13 marzo, dal cardinale vicario Angelo De Donatis. I carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale della Liguria, infatti, hanno ritrovato e restituito il prezioso oggetto – la cosiddetta “astile” in lamina di ottone sbalzato e argentato su anima di legno, contenente la sacra reliquia della Croce di Gesù – che era stata trafugata dalla chiesa sicuramente prima del 2005, quando ci si accorse della sua assenza.

«Al di là dell’alto valore materiale dell’oggetto, ci si rende conto che c’è un valore simbolico inestimabile per quello che rappresenta e che abbiamo restituito alla comunità», ha spiegato il comandante del nucleo di Genova, il maggiore Alessandro Caprio. «Si è trattato – ha spiegato – di un’indagine tipica di oggetti trafugati, perché spesso appena rubati scompaiono per molti anni finché poi non rispuntano fuori» quando vengono spostati o portati all’estero. In tal senso importante è stato «il ruolo della diocesi – ha sottolineato il maggiore – perché questa croce era stata censita, oltre che presente nei database dei reperti rubati. Ciò ci ha aiutato molto» e, secondo le forze dell’ordine, deve essere anche d’esempio «per continuare a censire i beni», in particolare nelle realtà ecclesiali e diocesane, «così da poter monitorare sempre ciò che eventualmente viene a mancare». Nelle parole di Caprio, inoltre, «riconsegnare alla società un bene così prezioso è per noi anche motivo d’orgoglio e ci sprona a continuare nel nostro impegno».

Circa dieci anni fa, fu proprio De Donatis, allora parroco a San Marco, ad avviare l’iter burocratico di denuncia della scomparsa della croce. «È un recupero straordinario, che ci commuove – ha affermato il cardinale – ed è significativo che questa reliquia, che è processionale, torni in periodo di Quaresima». Nel riceverla dalle mani dei carabinieri, De Donatis ha inoltre ricordato che «proprio con la croce ci si salva e si raggiunge la pienezza della spiritualità. Sfruttiamo questo ritrovamento anche per riflettere sulla nostra fede, oltre a ringraziare i Carabinieri per il loro prezioso lavoro quotidiano».

Nonostante i molti anni dalla denuncia, le indagini sono iniziate soltanto nel 2022 – coordinate prima dalla Procura di Genova e poi da quella di Milano – e si sono concluse grazie all’Ufficio esportazione oggetti e antichità d’arte della Soprintendenza Ligure, che ha notato la croce in procinto di essere esportata. I dubbi che si trattasse proprio della reliquia trafugata a Roma sono stati fugati grazie alla comparazione con la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, la più grande del mondo con oltre 1,3 milioni di documenti inerenti proprio i beni rubati. È stato inoltre accertato che, prima ancora, la stessa croce era stata oggetto di un’asta che ha fatto risalire i carabinieri a un imprenditore milanese intestatario del mandato di vendita.

14 marzo 2023