Tragedia della Marmolada: a Belluno «record del surriscaldamento»

La rilevazione di Coldiretti: temperatura aumentata di due gradi, causa di sconvolgimenti ambientali. «I ghiacciai, parte fondamentale del ciclo dell’acqua»

Esprimendo cordoglio per la tragedia che si è consumata domenica 3 luglio sulla Marmolada, dove sono morti 7 alpinisti e 17 sono dispersi a causa del distacco di un seracco di ghiaccio tra Punta Rocca e Punta Penia, Coldiretti riporta i dati di un’analisi EdjNet per affermare che «Belluno è la città italiana più colpita dal surriscaldamento con un aumento di 2 gradi che è causa di sconvolgimenti ambientali come lo scioglimento dei ghiacciai».

Secondo la ricerca dall’European Data Journalism Network il capoluogo bellunese è quella che ha fatto registrare il maggior aumento di temperature nel ventunesimo secolo in confronto alla media del ventesimo secolo, spiegano da Coldiretti, capeggiando una classifica che concentra proprio al Centro Nord quasi tutte le città italiane che hanno avuto il maggior innalzamento delle temperature: Piombino (+1,7 °C), Pavia, Piacenza (1,3 °C), Savona, La Spezia, Modena, Genova, Ancona, Bergamo, Livorno (+1,2 °C). Secondo un’analisi di Coldiretti su dati Noaa, «oltre che sui campi, gli effetti del cambiamento climatico si fanno dunque sentire anche sui monti, in un 2022 dove il periodo gennaio-maggio si piazza al sesto posto tra i più caldi di sempre».

Il risultato: «Un profondo cambiamento sul paesaggio della montagna che coinvolge tanto l’assetto dei ghiacciai quanto quello delle coltivazioni. Dai bacini glaciali delle Alpi dipende infatti, rilevano da Coldiretti,  anche «la sorte della food valley italiana, dove nasce oltre un terzo della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento Made in Italy, oggi colpita da una devastante siccità. I ghiacciai sono una parte fondamentale del ciclo dell’acqua e dell’irrigazione garantendo le risorse per affrontare stagioni estive sempre più torride dove la disponibilità di acqua risulta strategica per continuare a garantire la produzione nazionale di cibo». Ma il surriscaldamento ha modificato anche la distribuzione delle coltivazioni stesse: questo vale per alcune colture come l’olivo e i vigneti.

5  luglio 2022