Tragedia della Marmolada: si cercano ancora 17 dispersi

Nel pomeriggio del 3 luglio il crollo di un serracco dal ghiacciaio. 6 i morti accertati; 8 i feriti. Il premier Draghi a Canazei per fare il punto della situazione con autorità locali e soccorritori. Il presidente Mattarella: solidarietà ai familiari delle vittime

Sei vittime confermate: tre italiani, un cecoslovacco e un uomo e una donna non ancora identificati. 8 feriti, di cui due in condizioni gravi. 17 dispersi. È il bilancio, ancora provvisorio, della tragedia che si è verificata nel primo pomeriggio di ieri, 3 luglio, sul ghiacciaio della Marmolada, a causa del crollo di un serracco di ghiaccio nei pressi di Punta Rocca, lungo l’itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta, che ha travolto a una velocità di circa 300 chilometri all’ora due cordate da 6 alpinisti. Proprio il giorno prima sulla Marmolada si era registrata la temperatura record di circa 10 gradi in vetta.

Aperto un fascicolo da parte della procura di Trento. Il reato ipotizzato: disastro colposo, al momento a carico di ignoti. Intanto si cercano i dispersi: le attività dei soccorritori sono proseguite  anche nella notte, con il personale della Protezione civile trentina supportato dal Soccorso alpino e dai droni dei Vigili del fuoco, dotati di termocamere in grado di individuare anche al buio la fonte di calore emessa da una persona. Il Soccorso alpino ha istituito anche una linea telefonica alla quale segnalare gli eventuali dispersi nel crollo, da utilizzare esclusivamente per segnalare il mancato rientro di amici e familiari. Il numero da contattare è 0461/495272. I corpi dei defunti invece si trovano al Palaghiaccio di Canazei, dove è stata allestita la camera ardente e dove in mattinata sono iniziati i riconoscimenti. Allestito anche un team di psicologi per assistere i parenti delle vittime.

Arrivato questa mattina, 4 luglio, anche il presidente del Consiglio Mario Draghi, già da ieri «costantemente informato sull’andamento dei soccorsi dal capo del Dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio, dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, dal soccorso alpino, dai vigili del fuoco, dalle autorità locali, che ringrazia per il loro incessante lavoro», si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi, nella quale si esprime la vicinanza del governo «alle famiglie delle vittime e a tutti i feriti». Il premier ha raggiunto Canazei, dove è stato allestito un Punto operativo, insieme al presidente Fugatti.

Cordoglio e vicinanza anche da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha telefonato al presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e al presidente della Regione Veneto Luca Zaia, «per esprimere solidarietà ai familiari delle vittime della tragedia della Marmolada, riconoscenza ai soccorritori e vicinanza alle comunità locali», informano dal Quirinale. Il capo dello Stato, aggiunge Fugatti, «ha voluto trasmettere anche alla nostra comunità oltre che ai parenti delle vittime il proprio cordoglio. Allo stesso tempo ha espresso parole di gratitudine ai soccorritori che si stanno prodigando, in condizioni non certo facili, alla ricerca delle vittime della grossa frana che ieri pomeriggio ha causato morte e devastazione». «Profondamente addolorata» per la tragedia anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che su Twitter esprime vicinanza «ai familiari delle vittime e a tutte le persone coinvolte la mia vicinanza. Seguo con grande apprensione la ricerca dei dispersi – aggiunge -. Un ringraziamento di cuore ai soccorritori per il lavoro incessante di queste ore».

Una parte consistente del ghiacciaio è ancora attaccata alla montagna: un fronte di ghiaccio di 200 metri con un’altezza di 60 metri e una profondità di 80. L’equivalente di due campi di calcio colmi di ghiaccio, spiegano gli esperti. Il tutto a 45 gradi di pendenza. Proprio per questo le condizioni meteorologiche sono determinanti per l’intervento diretto dei soccorritori: servono freddo e basse temperature, per garantire la sicurezza delle operazioni. Nel frattempo 18 persone sono state fatte evacuare dalla cime di Punta Rocca e sono state fatte rientrare tutte quelle che si trovavano più in basso. Al momento si stanno verificando le auto parcheggiate per cercare di capire se e quanti manchino ancora all’appello. E la Marmolada è interdetta al pubblico.

4 luglio 2022