Tre anni di guerra in Ucraina, Crociata: «Assicurare una pace vera, giusta e duratura»

Il presidente dei vescovi Ue intervistato dal Sir sull’anniversario del conflitto. «Spettacolo ignobile far credere che la vittima sia il carnefice». L’invito a «resistere al capovolgimento della realtà»

Nel terzo anniversario della guerra in Ucraina, iniziata con l’invasione russa il 24 febbraio 2022, il presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea Mariano Crociata, intervistato dal Sir, commenta il momento presente, evidenziando che «ciò che sta accadendo – in particolare il dover assistere a uno spettacolo ignobile come quello che vuol far credere che la vittima sia il carnefice – è così sconcertante e inaudito, che la cosa più facile diventa fermarsi allo sdegno e al rifiuto della realtà».

Per il presidente dei vescovi Ue, «è invece il momento di mantenere un grande equilibrio d’animo e una altrettanto grande pacatezza di giudizio, dando il giusto nome e il giusto peso a parole, fatti, atteggiamenti. Più che mai in questo momento dobbiamo fare appello alla nostra coscienza cristiana e ai principi a cui essa è formata, senza la quale, almeno per noi ma anche per tanti, davvero tutto è perduto. È il momento di resistere al capovolgimento della realtà e allo stravolgimento della verità – prosegue -. In questo consiste il primo e fondamentale messaggio che possiamo e dobbiamo mandare al popolo ucraino: che noi non accetteremo mai di farlo passare per quello che non è. Esso da tre anni subisce una invasione e una guerra di cui è solo vittima innocente. Non smetteremo mai di parlare e di agire – assicura -, e non meno anche di pregare, perché questa suprema ingiustizia sia riconosciuta come tale e sia riparata. Bisogna assicurare una pace vera, giusta e duratura».

L’auspicio che il presule confida al Sir è quello di «uno scatto di coscienza e di volontà», in un momento che definisce «particolarmente delicato e anche potenzialmente pericoloso per il futuro dell’Unione». Nella sua analisi, è «fondamentale», nell’attuale contesto geopolitico, che «l’Unione europea continui a promuovere una solidarietà con l’Ucraina, che sia transatlantica e globale. Ovviamente – osserva -, l’Unione europea sconta un ritardo nel perseguire un’unità politica, tra i suoi Paesi membri, e nel percepirne l’urgenza e la necessità; e sconta una sottovalutazione delle prospettive di evoluzione della situazione geopolitica globale, con le conseguenze che adesso si temono in ordine alla sua stessa sicurezza. Cominciano a profilarsi inesorabili gli effetti di una sostanziale marginalità e di una incapacità dell’Unione europea ad articolare una propria iniziativa politica a motivo della divisione tra i Paesi membri, che potrebbe perfino crescere, non ultimo a motivo delle difficoltà interne e della conseguente debolezza economica e politica anche di Paesi fondatori».

Davanti alle «gigantesche sfide del presente», insomma, le vie da percorrere «sono state indicate da Rapporti autorevoli», ricorda infine il presidente Comece, ma al momento «fa difetto una adeguata e proporzionata capacità di iniziativa».

25 febbraio 2025