Tre anni di guerra: l’appello di Caritas Ucraina e Caritas-Spes Ucraina
Il timore è quello di «essere lasciati soli all’ombra della guerra». Se è vero infatti che «la necessità di una risposta umanitaria cresce», i finanziamenti internazionali diminuiscono
Dall’Ucraina che entra oggi, 24 febbraio, nel terzo anno di guerra con la Russia, arriva l’appello e il grido di aiuto di padre Vyacheslav Grynevych, direttore esecutivo di Caritas-Spes Ucraina, e Tetiana Stawnychy, presidente di Caritas Ucraina, rilanciato da Caritas Internationalis. Caritas Ucraina e Caritas-Spes Ucraina hanno supportato più di 4 milioni di persone dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala nel 2022 e continuano senza sosta a fornire supporto con aiuti di prima necessità ma anche legale, medico e psicosociale. Ma ora «la necessità di una risposta umanitaria cresce», mentre «i finanziamenti umanitari internazionali stanno diminuendo, sollevando preoccupazioni urgenti sulla possibilità di continuare a dare un supporto continuo alle persone colpite dalla guerra, in particolare ai gruppi che vivono già in condizioni vulnerabili, come le persone con disabilità, gli anziani e le famiglie a basso reddito».
Nelle parole di padre Grynevych, «mentre la guerra continua a devastare vite, gli ucraini sono determinati a ricostruire, guarire e crescere. Ma è difficile per noi affrontare tutto questo da soli. Temiamo di essere lasciati soli all’ombra della guerra, quindi facciamo appello alla comunità internazionale affinché continui a sostenere l’Ucraina. Insieme possiamo lavorare per ricostruire e raggiungere la pace in Ucraina».
Anche Caritas Internationalis ricorda, in una nota, l’impatto «grave» che la guerra ha avuto sulle infrastrutture civili dell’Ucraina, costringendo milioni di persone a fuggire dalle loro case e sconvolgendo le loro vite. Secondo il governo ucraino, circa 3,6 milioni di persone sono sfollate internamente, mentre l’Onu ha identificato 12,7 milioni di ucraini, quasi un terzo della popolazione, ancora bisognosi di assistenza quest’anno. «Le persone che hanno perso la casa, la salute, i mezzi per vivere e le comunità possono riprendersi – Tetiana Stawnychy -. Tuttavia, per iniziare un recupero precoce in una situazione di così grande disagio, potrebbero aver bisogno di ulteriore supporto con soluzioni abitative, assistenza psicosociale, occupazione, istruzione e assistenza sanitaria».
Un appello, quello dei due referenti ucraini, fatto suo anche da Caritas Iternationalis, che assicura che «Caritas rimane impegnata a promuovere speranza e resilienza per i milioni di ucraini colpiti da questa crisi in corso. Tuttavia, il sostegno continuo da parte dell’intera comunità internazionale è essenziale per costruire un futuro migliore per l’Ucraina e l’Europa nel suo complesso».
24 febbraio 2025

