Uccise in Afghanistan 3 operatrici della campagna di vaccinazione antipolio

Gli attacchi in due diverse zone di Jalalabad. Fore (Unicef): «Operatori sanitari in prima linea non dovrebbero mai essere bersaglio di violenza»

Sono quattro gli operatori sanitari impegnati nella campagna di vaccinazione contro la poliomelite in corso in questi giorni in Afghanistan colpiti ieri, 30 marzo, in due attacchi separati condotti da uomini armati non identificati a Jalalabad, capoluogo della provincia orientale di Nangarhar. Tre di loro, donne, sono rimaste uccise. Il Paese è rimasto, insieme al Pakistan, l’unico al mondo in cui il ceppo “wild” del virus che provoca la poliomelite non è stato ancora debellato, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. Proprio per questo lunedì scorso, 29 marzo, è stata lanciata una campagna di immunizzazione di massa che intende vaccinare rispettivamente 9,6 e 40 milioni di bambini.

Fonti locali riferiscono di due attacchi separati a distanza di circa un’ora in due diverse zone di Jalalabad. Le autorità locali non hanno rilasciato commenti sull’accaduto. Nessun gruppo armato ha rivendicato l’attacco. La campagna di vaccinazione tuttavia, informa l’emittente regionale Al Jazeera, era ritenuta motivo di preoccupazione perché il gruppo ribelle dei talebani aveva annunciato che non avrebbe permesso le immunizzazioni nei territori sotto il suo controllo. Secondo un portavoce della milizia, Zabiullah Mujahid, i talebani stanno ancora negoziando con l’Oms l’approvazione della campagna.

«L’Unicef è indignato per questo attacco», dichiara il direttore generale Henrietta Fore, commentando l’episodio costato la vita alle operatrici impegnate in un lavoro salvavita per i bambini. «L’Unicef esprime le sue più profonde condoglianze alle famiglie, ai colleghi e agli amici delle coraggiose vaccinatrici che erano in prima linea per combattere la diffusione della polio e mantenere i bambini dell’Afghanistan al sicuro da questa malattia invalidante», ha aggiunto ancora Fore, secondo cui «gli operatori sanitari in prima linea non dovrebbero mai essere un bersaglio di violenza. Devono essere in grado di svolgere le loro attività salvavita in un contesto sicuro e protetto. L’Unicef – ha continuato – lavora da anni con il governo, l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Iniziativa globale per l’eradicazione della polio e i partner sulle campagne di vaccinazione contro la polio nel Paese. Restiamo impegnati a sostenere gli sforzi per l’eradicazione della polio in Afghanistan», ha assicurato.

31 marzo 2021