Uccisi a Gaza due medici di Msf
La denuncia dell’organizzazione: sono morti in un attacco all’ospedale di Al Awda, uno degli ultimi funzionanti nel nord della Striscia. Deceduto anche un altro medico
Sono morti in un attacco all’ospedale Al Awda – uno degli ultimi funzionanti nel nord della Striscia di Gaza – Mahmoud Abu Nujaila e Ahmad Al Sahar, medici di Medici senza frontiere (Msf). Con loro è morto anche un terzo medico: Ziad Al-Tatari. «Inorridita» l’organizzazione, che rivolge il suo pensiero «alle loro famiglie e a tutti i colleghi in lutto per la loro morte». I due medici si trovavano nella struttura quando è stata colpita, al terzo e al quarto piano. Anche altro personale medico, compreso quello di Msf, è rimasto gravemente ferito.
L’organizzazione internazionale ha regolarmente informato le parti in conflitto che l’Al Awda era un ospedale funzionante e sulla presenza di suoi operatori all’interno della struttura. Anche le coordinate Gps sono state condivise ieri, 21 novembre, con le autorità israeliane. «Condanniamo questo attacco con la massima fermezza e chiediamo ancora una volta il rispetto e la protezione delle strutture mediche, del personale e dei pazienti – scrivono in una nota -. In questo momento, più di 200 pazienti sono ancora all’ospedale di Al Awda senza poter ricevere le cure di cui hanno bisogno. Questi pazienti devono essere evacuati immediatamente e in sicurezza in altri ospedali ancora funzionanti, sebbene da ottobre tutti gli ospedali di Gaza stiano lavorando oltre le loro capacità a causa della carenza di forniture, degli attacchi e del carico di lavoro estremamente elevato».
Si tratta, rimarcano dall’organizzazione, dell’«ennesimo incidente che ha colpito il personale di Msf negli ultimi giorni. I nostri colleghi, che assistono centinaia di pazienti a Gaza, stanno affrontando momenti estremamente difficili per fornire le poche cure mediche che possono. È estremamente tragico vedere medici uccisi accanto ai letti degli ospedali e questo deve finire subito. Gli attacchi alle strutture mediche sono una grave violazione del diritto internazionale umanitario e nelle ultime settimane sono diventati sistematici».
Msf – che lavora all’ospedale Al Awda dal 2018, con interventi di chirurgia ricostruttiva per gli adulti e di chirurgia traumatologica per i bambini – ribadisce quindi il suo appello per la fine dell’assedio e per la protezione delle strutture sanitarie e del personale medico.
22 novembre 2023

