Ucraina: nel 2024 aumentate del 30% le vittime civili
Il sottosegretario generale Onu per gli affari politici DiCarlo: 12.456 i morti, tra cui 669 bambini. L’appello delle Nazioni Unite: «Il mondo deve continuare a sostenere il popolo ucraino»
Nella riunione di ieri, 16 gennaio, del Consiglio di sicurezza dell’Onu, il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari politici Rosemary DiCarlo ha denunciato, nel 2024, un aumento del numero di civili uccisi o feriti a seguito dell’aggressione russa in Ucraina pari a quasi il 30% rispetto all’anno precedente. «Particolarmente angosciante», ha sottolineato, l’«aumento delle vittime tra i bambini». Lo dimostrano i numeri: secondo i dati dell’organizzazione, solo nei primi tre trimestri del 2024 sono stati uccisi o feriti più bambini che in tutto il 2023. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, tra febbraio 2022 e il 31 dicembre 2024, sono stati uccisi almeno 12.456 civili, tra cui 669 bambini; 28.382 civili, tra cui 1.833 bambini, sono rimasti feriti. Ma le cifre potrebbero essere significativamente più alte. Aumentati anche gli attacchi verificati a scuole e ospedali, con oltre 580 strutture educative e sanitarie danneggiate o distrutte negli ultimi nove mesi.
Non è cominciato meglio il 2025, con almeno 13 persone uccise e più di 100 ferite in un attacco a Zaporizhzhia il 9 gennaio. E «le ostilità nelle ultime due settimane hanno costretto a nuovi sfollamenti, con oltre 1.600 persone, tra cui bambini, in fuga dalle aree in prima linea, principalmente nelle regioni di Donetsk e Kharkiv», si legge nel rapporto. Tutto questo mentre la guerra sta per superare la soglia del quarto anno. «Il mondo deve continuare a sostenere il popolo ucraino», è l’appello che arriva dall’Onu e dai suoi partner, che hanno lanciato due piani di risposta umanitaria e per i rifugiati per il 2025, chiedendo 3,32 miliardi di dollari per sostenere 8,2 milioni di persone colpite dalla crisi sia in Ucraina che oltre confine.
I piani, presentati a Kiev con il governo ucraino, delineano le strategie per rispondere alle esigenze delle persone la cui vita è stata sconvolta dalla guerra. E sottolineano l’importanza della solidarietà internazionale per sostenere gli sforzi umanitari nel 2025. L’ha ribadita il capo degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite Tom Fletcher, di ritorno da una visita a diverse comunità colpite in Ucraina. «Ammiro la determinazione del popolo ucraino ad andare avanti di fronte alle immense difficoltà – il suo omaggio -. Queste comunità sono la prima linea della risposta umanitaria e hanno bisogno del nostro sostegno e della nostra solidarietà come sempre. Ora abbiamo bisogno che la comunità internazionale sostenga seriamente questi piani – ha aggiunto -, in modo da poter dimostrare la stessa forza d’impatto del popolo ucraino».
Nelle parole dell’Alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi, «non è il momento di dimenticare i milioni di ucraini che sono stati costretti a fuggire dalle loro case e, troppi, dal loro Paese. I Paesi che ospitano i rifugiati ucraini all’estero hanno fatto un lavoro incredibile negli ultimi 3 anni offrendo sicurezza e un senso di normalità per sostenere i rifugiati nel riavviare le loro vite nelle nuove comunità, sperando nel contempo che le condizioni in Ucraina cambino per consentire loro di tornare a casa. Dobbiamo continuare a tener viva questa speranza», ha esortato.
Guardando agli obiettivi da raggiungere, nel 2025 le organizzazioni umanitarie in Ucraina mirano ad assistere 6 milioni di persone con cibo, assistenza sanitaria, alloggi, assistenza in denaro, istruzione in contesti d’emergenza, protezione e altri servizi primari. «Con fondi sufficienti e possibilità di accesso alle aree dove portare assistenza, gli operatori umanitari possono continuare a fornire aiuto in tutto il Paese, anche nelle comunità vicine alla linea del fronte. La comunità umanitaria è pronta a raggiungere le persone in difficoltà ovunque si trovino», assicurano dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Particolare attenzione sarà rivolta ai gruppi più vulnerabili, tra cui bambini, anziani e persone con disabilità, molti dei quali devono affrontare l’isolamento e barriere d’accesso agli aiuti. Per fare fronte a queste necessità, il Piano di risposta e fabbisogno umanitario dell’Ucraina richiede 2,62 miliardi di dollari, spiegano.
Fuori dal Paese, gli attori umanitari sosterranno 11 Paesi ospitanti della regione per l’estensione della protezione e per l’inclusione di oltre 2 milioni di rifugiati nei loro sistemi nazionali nel 2025 e 2026. In concreto, questo consentirà ai rifugiati di accedere ad alloggi, lavoro dignitoso, salute e servizi legali e di protezione specializzati. «I partner continueranno ad aiutare i rifugiati ad aver accesso a servizi di protezione sociale e, per i più vulnerabili, a fornire denaro contante per le loro necessità di base, portando aiuto ai bambini a rischio e ai sopravvissuti alla violenza di genere – anticipano dall’Unhcr -. L’appello prevede 690,3 milioni di dollari nel 2025 e 1,2 miliardi di dollari per il periodo 2025-2026».
L’Onu e i suoi partner esortano quindi governi, donatori e singoli individui a contribuire ai piani di risposta. «Il popolo ucraino, sia in patria che all’estero, ha bisogno che il mondo resti al suo fianco per ricostruire le proprie vite e conservare la speranza di un futuro migliore», concludono dall’Alto Commissariato per i rifugiati.
17 gennaio 2025

