Un progetto per accostare i ragazzi del “muretto”

L’associazione FuoriDellaPorta ripropone l’iniziativa “Eddaje” con due incontri, a marzo, per andare a cercare i ragazzi al di fuori dei luoghi tradizionali

Recuperare alla vita, alla dignità, al lavoro e agli affetti una generazione, dai 12 ai 22 anni, cancellata dalla disperazione di una vita disordinata a causa di mille dipendenze e compulsività. Peggiorano, se possibile, le prospettive dei ragazzi in difficoltà qui a Roma e in tutta Italia – e non è complice la pandemia – ma anche la lontananza delle istituzioni e l’incapacità di inquadrare e dare voce al loro disagio. Lo sa bene la rete di don Giovanni Carpentieri, educatore professionale, che i ragazzi va a prenderli laddove parcheggiano la loro esistenza, senza aspettarli nei luoghi tradizionali. E allora ecco gli incontri del progetto “Eddaje!” che vede impegnata l’iniziativa diocesana di “Ospedale da campo per giovani”. Si tratta di andare a cercare quei ragazzi di fatto privi di una qualsiasi cultura di base, che non studiano né lavorano, e di soccorrerli, per restituire loro concretamente una prospettiva di futuro. Gli incontri si concentrano in due giorni, il 4 e il 5 marzo prossimi: venerdì (10-13) al Seminario Maggiore e sabato (10-16) in via Bobbio 1.

L’incontro al Seminario rappresenta un’occasione preziosa per diaconi, preti, religiose e religiosi che desiderano organizzare una nuova e inedita piattaforma di pastorale giovanile, a partire dalle parrocchie: un’opportunità operativo per conoscere esperienze consolidate, strategie, metodologie di intervento. Il secondo appuntamento è destinato invece ai laici, giovani e adulti, e a tutti coloro che intendono lavorare o svolgere azione volontaria accanto alle problematiche giovanili come docenti, educatori, tirocinanti, ma anche semplici cittadini. Entrambe le iniziative del progetto “Eddaje!” sono organizzate dall’associazione FuoriDellaPorta in collaborazione con l’iniziativa diocesana “Ospedale da campo per giovani”. Iscrizione obbligatoria entro lunedì 28 febbraio.

«Manca un corpo di educatori professionali (e altre figure del lavoro sociale) – afferma don Giovanni -, mancano nuovi protocolli sanitari, sono assenti inediti spazi di accoglienza mirati per questa fascia giovanile che non si sente in emergenza ma lo è sempre! Tutto ciò è un gap da colmare. E allora, forse, una nuova attenzione potrebbe concretizzarsi nelle opportunità come il Piano nazionale di ripresa e resilienza».

25 febbraio 2022