Una giornata di studio sul «prete per una “Chiesa in uscita”»

Alla Lateranense un convegno di studio frutto della collaborazione tra Istituto Redemptor Hominis e Servizio diocesano per la formazione del clero

È in programma per domani, martedì 9 aprile, a partire dalle 9, nell’Aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense, un convegno di studio sul tema “Il prete per una Chiesa in uscita”, frutto della collaborazione tra Pontificio Istituto Pastorale Redemptor Hominis della Lateranense e Servizio diocesano per la formazione permanente del clero. Si tratta di un contributo al cammino di conversione pastorale nel quale è impegnata la diocesi di Roma, che tocca i pastori come soggetti particolari impegnati in questo cammino. Il concreto ministero della guida che li riguarda non si dà mai slegato dalla comprensione del mistero della Chiesa che essi hanno in una determinata epoca, essenzialmente connotata dalla relativa forma storica della Chiesa stessa.

Ogni età ha avuto un proprio modello di Chiesa, dovuto ad una particolare situazione storica all’interno della quale ha vissuto e si è strutturata una concreta comunità cristiana, e senza prescindere dal contributo speculativo offerto dai teologi di quell’epoca. Dobbiamo riconoscere come in tale modello che evolve nel corso della storia c’è tuttavia qualcosa di stabile che rimane, di cui occorre aver cura: componenti, prospettive di fondo che non provengono dalla cultura o dalle situazioni circostanti. Permane un’essenza che è come imposta dalla sua origine e che permanentemente la determina. Secondo lo stesso rapporto (tra modello concreto e forma trascendente) si dà anche lo studio del ministero della guida: esiste un’essenza del ministero pastorale che si manifesta sempre in una forma storica concreta. Tale essenza permanentemente determina e costituisce il riferimento imprescindibile del concreto esercizio di tale ministero.

Anche nel cammino che la diocesi sta compiendo, si tratta di individuare, in altri termini, che cosa deve rimanere sempre identico a se stesso, ma solo nel variabile; il dato continuo che “fa” il ministero pastorale, ma solo nell’evento; il fondamento perenne che lo regge e che si manifesta solo nel fenomeno mutevole. Per questo il convegno sarà articolato in due sessioni, che vorrebbero rispondere a due domande: “Che cosa lasciare, che cosa tenere di quello che si è ereditato dalla tradizione?” e “Che cosa lasciare, che cosa tenere di quello che oggi il mondo offre?”.

Il convegno sarà introdotto dal cardinale vicario Angelo De Donatis, dopo il saluto del rettore della Pontificia Università Lateranense Vincenzo Buonomo. Nella mattinata, dopo il mio intervento su “Una teologia del ministero presbiterale in azione”, la parola al vescovo ausiliare Gianpiero Palmieri (”Gestire le strutture o rilanciare la missione?”) e a Nicola Reali, docente del Redemptor Hominis (”Il prete oggi di fronte ai fenomeni culturali”). Nel pomeriggio, gli interventi dei docenti Giovanni Cucci (Gregoriana), Salvatore Abbruzzese (Trento), Denis Biju–Duval (Redemptor Hominis). Tutti gli interessati sono invitati a partecipare e anche a intervenire negli spazi riservati ai contributi e alla discussione. L’invito vale in particolare per coloro che hanno a cuore la loro formazione permanente, specialmente nei primi anni di ministero. (Paolo Asolan, incaricato del Servizio per la formazione permanente del clero)

8 aprile 2019