Una guida ragionata allo spirito dell’Anno Santo

Nell’ultimo libro di Angelo Scelzo, oltre alla storia dei Giubilei, un calendario commentato delle giornate più importanti con Papa Francesco

Nell’ultimo libro di Angelo Scelzo, oltre alla storia dei Giubilei, un calendario commentato delle giornate più importanti con Papa Francesco

«Questo Giubileo straordinario appare, per molti versi, come la controprova di un pontificato che ha nella misericordia il suo “architrave”. In sostanza, può allora essere visto come il passo ulteriore di quella “Chiesa in uscita” che rappresenta la prospettiva pastorale della Chiesa di Papa Francesco». Così il cardinale Piero Parolin, segretario di Stato Vaticano, alla presentazione del libro “Il Giubileo, la misericordia, Francesco” scritto da Angelo Scelzo, vice direttore della Sala Stampa della Santa Sede.

Il volume (Libreria Editrice Vaticana, 16 euro), presentato venerdì all’Agostinianum, «con un taglio pedagogico e didattico – ha spiegato nei panni di moderatore padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede – aiuta a entrare nella realtà di un evento fatto di diversi aspetti». Merito di uno stile divulgativo e di una struttura rigorosa: nella prima parte si introduce il tema della misericordia attraverso un contributo di monsignor Parolin, la storia degli Anni Santi e focus sulle sette opere di misericordia e su alcuni santi testimoni del Giubileo indicati da Francesco; la seconda parte è dedicata al calendario commentato delle giornate, in cui il tema di riferimento viene legato al magistero del Papa.

«Tutto parla di misericordia nel libro di Angelo Scelzo», ha sottolineato il cardinale Parolin, mettendo in luce due caratteri innovativi del Giubileo: il fatto che Francesco, dal Centrafrica, abbia già aperto la Porta santa della cattedrale di Bangui, dichiarata «capitale spirituale del mondo»; e che si tratti del primo Giubileo tematico nella storia degli Anni Santi. Un tempo in cui «siamo chiamati ad aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali» per «aiutarci a ritrovare sentieri di pace».

Al centro dell’Anno Santo, Francesco ha posto le opere di misericordia corporali e spirituali. «Noi le abbiamo relegate nel dimenticatoio – ha osservato l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione – eppure su queste verremo giudicati. Soprattutto su quelle spirituali, come togliere dall’ignoranza e dunque istruire, vestire gli ignudi e quindi restituire dignità all’uomo, o ammonire chi sbaglia». L’8 dicembre, data scelta per l’apertura ufficiale del Giubileo, non è poi casuale: nel 1965 «Paolo VI concludeva il Concilio Vaticano II – ha ricordato il presule – e questo dà continuità al cammino della Chiesa negli ultimi 50 anni».

Secondo Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, «quest’anno non è solo un succedersi di eventi straordinari, ma anche un rientrare in se stessi per ripensare la misericordia come asse centrale del vivere: occuparsi dell’altro in una società di egocentrici». Da qui l’immagine del Giubileo come «fatto di popolo che, se ben vissuto, avrà un grande rilievo sociale e politico». Il prefetto di Roma Franco Gabrielli, infine, si è soffermato sull’accoglienza e sulla sicurezza dei pellegrini che giungeranno a Roma. «Questo Giubileo – ha assicurato – non è un problema per la città, ma una grande opportunità: nonostante problemi strutturali importanti, può essere l’occasione perché si riscatti a livello internazionale» rispetto all’immagine di degrado offerto negli ultimi tempi.

 

7 dicembre 2015