Unicef Italia: in Sud Sudan «catastrofe umanitaria senza precedenti»
Il portavoce Iacomini: apprezzamento per le parole rivolte dal Papa dopo l’udienza del mercoledì. «250mila bambini rischiano di morire subito»
«Le parole del Santo Padre sul Sud Sudan arrivano in un momento drammatico e sono certo serviranno ad accendere i riflettori su una carestia che sta avendo effetti devastanti sulla popolazione del Paese. C’è il rischio di una repentina degenerazione delle condizioni di salute della popolazione che potrebbe produrre una catastrofe umanitaria senza precedenti». Il portavoce di Unicef Italia interviene dopo l’appello rivolto da Francesco al termine dell’udienza generale di mercoledì 22 febbraio, in piazza San Pietro. In Sud Sudan, spiega, «i bambini da tre anni vivono in situazioni a dir poco disumane stretti tra la guerra e una economia al collasso. Se non si interviene immediatamente su un milione di bimbi affetti da malnutrizione, 250mila rischiano di morire subito, nelle prossime settimane».
Iacomini non ha dubbi: «Occorre un massiccio intervento umanitario e il libero accesso per le organizzazioni a tutte le aree del Paese interessate da questo fenomeno, in particolare nelle zone dello Unity State. Non è accettabile – prosegue – che la comunità internazionale lasci letteralmente morire di fame un numero così grande di bambini che negli ultimi anni hanno subito di tutto». Dal 2013 infatti «17mila innocenti sono stati reclutati come soldato, vivono in strutture fatiscenti senza servizi igienici di base, con enormi carenze alimentari e nutrizionali». Se, «come si prevede», il numero delle persone colpite da insicurezza alimentare a luglio raggiungerà il picco di 5,5 milioni, la cui metà saranno bambini, «senza alcun intervento tempestivo, ci renderemo tutti colpevoli di aver contribuito alla prematura distruzione di un Paese che ha solo pochi anni di vita. Non si muore ancora di fame nel 2017 – conclude -, è un fatto gravissimo».
23 febbraio 2017

